Su 1300 partecipanti al concorso per educatore nei nidi, solo 364 candidati hanno superato lo scritto
Su 1300 partecipanti al concorso per educatore nei nidi, solo 364 candidati hanno superato lo scritto

Bologna, 8 settembre 2018 – E’ strage di bocciature al concorso per educatore nei nidi comunali. Su 1.300 partecipanti, ne passano solo 364 (28 per cento). Questo per lo scritto. E c’è già chi profetizza almeno un centinaio di bocciature, fisiologiche, all’orale. Ventuno su trenta i punti da agguantare per la promozione sufficiente. Inevitabile, ora, il sussurro di ricorsi.

Anche perché tra le bocciature più clamorose ci sono circa 200, se non di più, educatrici che da almeno un decennio lavorano negli asili comunali come supplenti. E che, tra l’altro, proprio in questi giorni vengono chiamate dal Palazzo per gli incarichi annuali cui dire sì prima che arrivi la graduatoria di questa ecatombe. Il danno e la beffa.

«Se siamo incompetenti perché il Comune continua a cercarci?», osservano amare le educatrici. In palio, ci sono sette posti full time e uno part time, a tempo indeterminato, per i nidi. E soprattutto l’ingresso nella graduatoria da cui Palazzo d’Accursio attinge per le supplenze brevi o lunghe. Quaranta i quesiti cui rispondere con crocette, in quaranta minuti. Pochi secondi, ogni volta, per giocarsi il futuro lavorativo e di vita. «Le ho contate: 280 righe per 40 domande; la l5 addirittura di ben 12 righe. Ma come si fa?» accusa un’educatrice che ricorda come quella sul ‘curriculum implicito’ riguardasse soprattutto materna ed elementare («ma noi siamo educatori del nido»), oppure altre contenessero risposte tra loro complementari. Per non parlare dei «distrattori»: piccole insidie (da una virgola a un aggettivo) di cui erano disseminate le risposte tra cui scegliere. «Il meccanismo, molto rigido per numero di domande e tempi, non era congruo», osservano Cristina Fini dell’Fp Cisl ed Elena Giustozzi dell’Fp Cgil che già chiedono un incontro urgente con l’Amministrazione che non emette fiato. Insomma occorrevano più minuti perché la «congruità con gli argomenti studiati c’era». Nel mirino anche una domanda in inglese di livello ritenuto troppo difficile.

E le educatrici-supplenti comunali ben conoscono la materia. Addirittura, rivela Fini, «qualcuna ha preso due». Ma anche zero «come una collega con due master e anni di lavoro», incalza una educatrice. Ma i timori della sindacalista dell’Fp Cisl vanno ben oltre: «Con un numero così contenuto di ammessi e senza ipotizzare bocciature all’orale, avremo una graduatoria insufficiente, utile solo a coprire l’immediato e il sostegno».

E quindi? «E’ prevedibile che l’Amministrazione apra un bando per una graduatoria cosiddetta ‘cartacea’» cui possono rientrare le educatrici bocciate perché qui si valutano le attitudini. Da notare che da questa cartacea, il Comune attinge supplenti per incarichi inferiori ai 15 giorni. «Sarebbe stato molto più funzionale bandire un concorso che garantisse una platea di un migliaio di idonei», osserva la sindacalista cui sorge spontanea un dubbio. A fronte di un’ondata di domande di partecipazione al concorso e alla luce della bocciatura di massa, «chi sono gli educatori che entrano nei nidi?».