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22 gen 2022

Rissa a sediate in via Zamboni a Bologna, Lepore: "Tolleranza zero"

Dopo le aggressioni in via Zamboni il sindaco sottolinea "il salto di scala nell’azione delle forze dell’ordine, che ribattono colpo su colpo"

luca orsi
Cronaca

Bologna, 23 gennaio 2022 - In tema di sicurezza, il sindaco Matteo Lepore soppesa le parole. Non entra nel merito della recente, violenta rissa in pieno centro, la seconda in poco più di un mese in via Zamboni: "Attendo l’esito delle indagini, che non ho dubbi sarà tempestivo". E assicura: "L’amministrazione, per quanto le compete, sta facendo la propria parte".

Rissa a sediate in via Zamboni a Bologna, identificati i primi ragazzi

Il sindaco Matteo Lepore si è insediato il 29 ottobre dell’anno scorso
Il sindaco Matteo Lepore si è insediato il 29 ottobre dell’anno scorso

Gli episodi di violenza, però, sono sempre più frequenti.
"Ci sono fatti violenti, ma anche risposte immediate e forti".
 

Cosa dire ai cittadini che sono preoccupati, se non spaventati?
"Che Bologna non è una città sguarnita e indifesa. Ma che risponde colpo su colpo, grazie al lavoro delle forze dell’ordine, della Prefettura e degli inquirenti".
 

Eppure, nelle classifiche sulla sicurezza siamo indietro. Che ne pensa?
"Dico che noto un deciso salto di qualità nell’attività delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Non passa settimana senza notizie di arresti, sequestri, allontanamenti. Le forze dell’ordine si stanno facendo sentire. Chiedo ai cittadini, che da tempo chiedono questa attenzione, di essere al loro fianco".
 

Un’attenzione che è mancata in passato?
"Rilevo che siamo in uno dei momenti in cui c’è la migliore relazione istituzionale possibile. E che questa collaborazione sta producendo frutti importanti nel contrasto alla criminalità. È una risposta che la città aspettava e merita".
 

Come giudica fenomeni come la baby gang del Savena?
"Sarei prudente a parlare subito di baby gang. Ricordo che al Savena non ci sono state denunce. Si tratta di un piccolo gruppo di ragazzini, sfuggiti al controllo delle famiglie. Andranno presi provvedimenti adeguati, certo. Ma non siamo di fronte al gruppo organizzato di una baby gang. Insomma, fra le sediate, le violenze e gli atti criminali di via Zamboni e i fatti del Savena c’è molta, molta differenza".

In tema di sicurezza, non crede che servano più telecamere?
"Il sistema di telecontrollo va potenziato. Ci sono oltre 400 telecamere attive. Altre ne arriveranno. Ma sono importanti per le indagini, mentre dobbiamo lavorare anche per prevenire i reati, sempre più spesso sfogo di una maggiore tensione sociale, accentuata anche dai due anni di pandemia".
 

La tensione sociale coinvolge molto i giovani e giovanissimi. Come pensate di agire?
"Rafforzando tutti i servizi sanitari, educativi, culturali, per prenderci cura dei nostri ragazzi. E combattere l’enorme solitudine cui la pandemia ha costretto migliaia di giovani. Stiamo lavorando per creare un nuovo servizio comunale dedicato agli adolescenti, che integri i settori della scuola, dello sport e della cultura".
 

Altro fenomeno preoccupante è la diffusione dello spaccio di droghe fra i più giovani.
"Lo spaccio è il nemico numero uno. Ed è legato alla criminalità organizzata, su cui va acceso un faro potente. La magistratura evidenzia un radicamento mafioso molto forte in città e in regione, con infiltrazioni nell’economia e in altri gangli della società. Da quando mi sono insediato, il tema è affrontato ogni settimana nel Comitato per l’ordine e la sicurezza. Anche la Dia sta facendo di Bologna un luogo molto più presidiato. Lo Stato si sta muovendo".

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