L’imprenditrice Elisabetta Franchi con Isabella Conti ieri nella sede a Quarto Inferiore
L’imprenditrice Elisabetta Franchi con Isabella Conti ieri nella sede a Quarto Inferiore

Bologna, 10 giugno 2021 - Il patto della moda. C’è già chi lo definisce così in città il pranzo tra l’imprenditrice Elisabetta Franchi e la candidata alle primarie del centrosinistra, Isabella Conti. La stilista oggi in prefettura ritirerà l’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana ma, prima, ha voluto conoscere meglio la sindaca di San Lazzaro. Un pranzo tra donne, nello show room del quartier generale della casa di moda che ha sede a Quarto Inferiore, tra abiti di paillettes, camicette e vestiti da sera. Un pranzo a base di pasta alle verdure, roast beef e dolcetti artigianali e poi foto, selfie e pure una ’storia’ da condividere su Instagram.
All’ordine del giorno della chiacchierata, meno politica e più moda. Elisabetta ha raccontato a Isabella la sua carriera "mattone dopo mattone". Una self made woman, per dirla con un inglesismo. Ma lei, prima di tutto, rimarca la sua bolognesità. E proprio da bolognese guarda al futuro della città: "Serve una rivoluzione. Isabella sarebbe la persona giusta". Un endorsement "da donna per le donne". Obiettivo: trasformare Bologna in un vero polo del fashion, superando la visione ‘Milano-centrica’ che in Emilia ci sta stretta.

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Quindi voterà alle primarie il 20 giugno?
"Ho sempre cercato di non appartenere a nessuna bandiera politica. Ma Isabella mi piace. È indipendente, come dovrebbero essere tutte le donne. In un’Emilia ancora molto maschilista, può essere il cambiamento di cui c’è bisogno".

È ora di un sindaco donna?
"Sarebbe un bel terremoto! Isabella ha dimostrato di essere brava, a San Lazzaro ha preso oltre l’80 per cento dei voti… E poi è carina, giovane, tosta".

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Lei ha iniziato lavorando in Piazzola, poi al Centergross, oggi guida il marchio Elisabetta Franchi che ha 87 boutique monomarca nel mondo. È più difficile sfondare se non si è un uomo?
"Spesso le donne hanno questa tendenza all’auto-ghettizzazione, all’auto-censura. Ma credo che al di là del tacco 7, 8 o 10, se hai cervello anche gli uomini lo riconoscono. La Conti la pensa come me: non ha paura. Da prima cittadina potrebbe sradicare questa mentalità".

Una mentalità perché la vera parità non è stata raggiunta?
"Le donne devono andare oltre. Non puoi continuare a importi che se lavori in un certo ambito ti devi vestire in un certo modo o comportarti da uomo… il rischio è che diventiamo noi un limite per noi stesse. E poi dobbiamo fare più squadra".

Lei come è riuscita ad avere successo?
"L’azienda l’ho fondata nel 1998 con mio marito, Sabatino Cennamo. Poi lui è venuto a mancare, io sono rimasta sola. E ho preso in carico tutto, pure la parte finanziaria. Ho lavorato tantissimo. Giorno, notte, feste, domenica. Ero giovane, mora, carina, con la ‘s’ bolognese. Ma non mi sono arresa e i colleghi uomini hanno capito che quanto ho raggiunto me lo sono meritato".

La Conti può aiutare la moda?
"Sì. In Emilia abbiamo tanti marchi importanti. Dobbiamo farci portabandiera del fashion del nostro territorio. Non c’è solo Milano in Italia. Costruire un polo dell’artigianalità e del made in Italy qui sarebbe una svolta".

Nel settore moda c’è troppo snobismo?
"Sì, per questo faccio sempre vedere chi sono. Su Instagram ho 2,5 milioni di follower e cerco di dare un’immagine della moda che non sia solo trucco e champagne".

I due candidati alle primarie in fatto di look sono promossi o bocciati?
"Se Isabella vincerà la vestirò io! Casual sta bene, ma mi piacerebbe vederla a una serata di gala con un bell’abito con strascico... Matteo Lepore è più classico, impostato. Ma entrambi non sbagliano".