Roberto Grandi
Roberto Grandi

Boliogna, 23 settembre 2021 - "Mi faccio da parte". Il professor Roberto Grandi, capolista della lista civica Matteo Lepore sindaco, ha deciso di fare un passo indietro. Rinunciando a un seggio nel prossimo Consiglio comunale. Una decisione difficile e sofferta. E a chi gli chiede conto, sui social, non lesina risposte: "La vita è più complessa di quello che si crede e che si spera che sia". Oppure spiega che "la scelta è dolorosa, ma penso sia giusta averla fatta". Il massmediologo, ex presidente dell’istituzione Bologna Musei, già assessore comunale e prorettore, ha deciso subito dopo le parole di Lorenzo Prodi, cugino di Matteo Prodi, il ragazzo 18enne che morì nel 2020 dopo essere stato investito dall’auto guidata da Grandi. Un impegno preso a due giorni dal pellegrinaggio e dalla messa per Matteo a San Luca previsto per sabato.

"Una candidatura inopportuna", aveva detto il nipote di Romano Prodi come riportato ieri dal Carlino . L’ex premier non commenta, come c’è riserbo tra i dem. "Per mantenere il clima civile e responsabile della campagna elettorale e per non distrarre il dibattito dai temi sul futuro di Bologna, nel rispetto del dolore della famiglia di Matteo Prodi e ipotizzando che anche per loro la mia eventuale presenza in Consiglio comunale sia inopportuna, mi faccio da parte", scrive in una nota Grandi. Per Lepore la prima vera grana (dopo quella dei ribelli dem) in una campagna elettorale in discesa. L’assessore dem che aveva voluto fortemente il professore per le sue competenze, ha risposto con un ringraziamento "per la sensibilità di fare un passo indietro per rispetto di quel dolore. Chi lo conosce sa quanto questa vicenda tragica abbia cambiato anche la sua vita". Grandi – continua il candidato sindaco di centrosinistra – "è una persona di indiscusso valore che ha dimostrato grande attaccamento alla città. Da ultimo, proprio accettando di candidarsi come consigliere comunale, rinunciando all’incarico alla guida dei musei".
Detto questo, "non c’erano e non ci sono ragioni ostative alla sua candidatura sul piano giuridico – ha precisato Lepore – dato che il processo che dovrà definire eventuali responsabilità non è neanche cominciato; né rispetto al codice etico del Pd sulle candidature. La nostra Costituzione esprime principi garantisti molto chiari in merito".

Valutazioni che, però, "di fronte al dolore di una famiglia vengono dopo. Anche per questo, mi sono ripromesso di scrivere loro in privato", ha aggiunto Lepore. Era il 27 febbraio dell’anno scorso quando successe quello che non doveva succedere. Il prof sui Colli – stando ai rilievi della municipale – non avrebbe dato la precedenza a Matteo che era in bici. L’udienza preliminare sarà il 14 ottobre: Grandi è imputato per omidicio stradale. Ieri il congedo dall’avventura politica, rispondendo a Lorenzo che dai microfoni di Radio1909 si era detto deluso del silenzio sullo schianto di quel 27 febbraio 2020: "Le parole di Lorenzo Prodi mi inducono a venire meno a un imperativo morale che mi sono dato dal giorno del tragico incidente. Custodire la ferita aperta nello spazio intimo e privato della mia vita e non fare alcuna dichiarazione che avrebbe ferito la famiglia di Matteo. Lo sanno le tante persone che da quei giorni terribili mi sono vicine", ha detto Grandi. Però oggi, "a oltre un mese dall’annuncio della mia candidatura e a una decina di giorni dalla data delle elezioni – sottolinea il professore – questa scelta è ritenuta inopportuna da Lorenzo Prodi, che giudica addirittura provocatoria una mia frase tesa a sottolineare la centralità del valore della libertà di movimento dell’infanzia. Cosa lontana da ogni mio intendimento".

In ogni caso, "sulla dinamica di quanto avvenuto non intervengo perché giudicherà chi di competenza", conclude Grandi. Il passo indietro del prof, però, non avrà effetto sulla scheda elettorale visto che non c’è la possibilità di ritirare formalmente una candidatura dopo il termine fissato per la presentazione delle liste. Resta la decisione politica di rinunciare a un’eventuale elezione.