La municipale durante i rilievi dell’incidente in cui è morto il 18enne Matteo Prodi
La municipale durante i rilievi dell’incidente in cui è morto il 18enne Matteo Prodi

Bologna, 22 settembre 2021 - "Ritengo inopportuna e fuori luogo la candidatura di Roberto Grandi con un processo alle porte. E ritengo infelice partecipare a un memorial per la morte di un ragazzo diciottenne e candidare chi è accusato di omicidio stradale nei suoi confronti".

AGGIORNAMENTO / Elezioni Bologna 2021: Roberto Grandi rinuncia alla candidatura

Lorenzo Prodi pondera ogni parola. Ma il tono è fermo, come il suo pensiero mentre, dai microfoni di Radio1909, il nipote dell’ex premier Romano contesta la scelta da parte del candidato del centrosinistra Matteo Lepore di candidare come capolista Roberto Grandi. Perché era proprio il presidente dell’Istituzione Bologna Musei a guidare la Toyota Hybrid che la mattina del 27 febbraio del 2020 travolse e uccise, mentre pedalava sui Colli, il giovanissimo Matteo Prodi, cugino di Lorenzo. Matteo aveva 18 anni, stava terminando il liceo Fermi e aveva tutta una vita davanti da sognare e progettare. Una vita sbalzata lì, sull’asfalto di via di Barbiano, strada che Matteo aveva percorso in sella alla sua bici migliaia di volte. Un fatto per cui Grandi, che stando ai rilievi della municipale non si sarebbe fermato per dare la precedenza alla bici, è imputato per omicidio stradale (l’udienza preliminare si terrà il 14 ottobre, il pm è Marco Imperato).

"La mia famiglia ha scelto la strada del silenzio, che capisco e comprendo – spiega Lorenzo Prodi –, ma io sento la necessità dentro anche di rendere pubblico il tutto. È un momento per me di grande confusione e dolore, ma solo di una cosa sono certo: non voglio essere rappresentato da persone così".

Un plurale che coinvolge in pieno anche il candidato sindaco Lepore. Che, in veste di assessore, lo scorso anno partecipò a un memorial per Matteo Prodi: "In seguito all’annuncio di Lepore che avrebbe candidato Grandi capolista, dopo più di un anno sono andato a rileggermi gli articoli che parlavano di Matteo", ricorda Lorenzo. "Tra questi ce ne è uno che parla di un memorial in ricordo di Matteo. E, ironia della sorte, leggo sul giornale che Matteo Lepore è intervenuto come rappresentante del Comune e in quella occasione ha voluto manifestare la sua vicinanza alla famiglia. Davvero? E poi candida come suo capolista proprio lui? Sono convinto che fosse a conoscenza del tutto, sapeva chi era Grandi, che cosa coinvolgeva e ha scelto".

Lorenzo Prodi vuole delle risposte dal candidato del centrosinistra: "In un incontro pubblico – continua – Lepore ha dichiarato che per la sua lista ha cercato esclusivamente le competenze per vincere, senza darsi nessun codice etico. Davvero vincere è l’unica cosa che conta? Davvero quello è l’unico modo per vincere?". E chiede delle scuse a Grandi: "Mi trovo a sentire Grandi declamare su quanto siano civili i paesini della Sardegna con i cartelli stradali con scritto di rallentare che i ragazzi giocano per strada… Ecco – puntualizza il cugino della vittima –, i cartelli con il limite dei 30 chiolometri orari c’erano anche sul luogo dell’incidente, eppure non sono serviti. E sentire parlare di sicurezza stradale, da lui, in quella maniera un po’ così buttata via l’ho ritenuta una provocazione personale. Una provocazione perché credevo che la disgrazia, come per me, per la mia famiglia e per chi conosceva Matteo fosse accaduta anche per lui, un evento simile sicuramente sconvolge la vita. Quando ho visto la candidatura ho sofferto ma anche pensato che sarebbe uscito fuori raccontando quell’episodio e proponendo magari qualcosa di concreto dal punto di vista della sicurezza stradale, che potesse proporsi come riscatto personale. Invece no, non una parola".