ROSALBA CARBUTTI
Politica

Il voto in Emilia-Romagna: choc Pd nel Bolognese. Dopo quasi 80 anni perde due feudi su tre

Ko a Pianoro e Castel Maggiore, in mano al centrosinistra dal dopoguerra. Le liste civiche, piene anche di ex dem, si impongono a sorpresa. Si salva solo Casalecchio. Bonaccini: “Ma il bilancio complessivo è buono”

La lista civica ’Cose nuove’ con Luca Vignoli si è imposta a Castel Maggiore

La lista civica ’Cose nuove’ con Luca Vignoli si è imposta a Castel Maggiore

Bologna, 25 giugno 2024 – Sono due comuni alle porte di Bologna, Pianoro e Castel Maggiore, a rovinare la festa del Pd da Firenze a Bari, passando per Perugia.

Una goccia nel mare dem? Non proprio. Considerando che si tratta di due roccaforti rosse che dal 1946 non hanno mai cambiato fede. Insomma, due ribaltoni al ballottaggio che fanno male a un Pd che alle Europee nell’hinterland bolognese ha preso più del 40%, ieri costretto a firmare la resa non al centrodestra, ma a civici capaci di raccogliere tra le truppe anche pezzi dem.

Sintomo di lotte fratricide che rischiano di finire sul banco degli imputati dell’ex partitone, considerando che domani inizia il percorso dem verso le Regionali. La prima doccia fredda è arrivata a Castel Maggiore con l’exploit di ’Cose Nuove’ di Luca Vignoli. Il neosindaco, 27 anni, è riuscito a mettere in piedi una lista di under 30 che ha conquistato i cittadini, ma pure il cantautore Roberto Vecchioni. Con lui catto-dem e qualche pezzo di sinistra. Niente da fare per l’assessore Paolo Gurgone, tra i pochi a fare le primarie. Per lui un 42,3%, mentre Vignoli ha conquistato il 57,7%, mille voti in più rispetto al primo turno.

L’altro scossone dem è arrivato a Pianoro, dove l’ex leghista Luca Vecchiettini ha sconfitto (52,1% contro 47,9%) Marco Zuffi, candidato del campo largo dal Pd al M5s, da Avs a Iv. Per Vecchiettini decisivo l’apporto di Simonetta Saliera, ex sindaca dem di Pianoro ed ex presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che, delusa dal Pd, si è schierata sull’altro fronte. Il Pd locale si consola con Casalecchio, terzo comune più popoloso del bolognese: Matteo Ruggeri ha sconfitto l’ex prorettore Dario Braga, sostenuto da sinistra, Verdi, Azione e dissidenti dem.

Un derby nel centrosinistra, condito da veleni fino all’ultimo, ma che ha evitato la disfatta. Non a caso, i dirigenti dem ieri sono stati avvistati a brindare a Casalecchio, tralasciando commenti sulle altre sfide. “Con la vittoria di Casalecchio amministriamo 18 città su 20 per numero di abitanti in Regione, 8 città capoluogo su 10, in un quadro che ha premiato il centrosinistra”, le parole del segretario regionale Pd, Luigi Tosiani. “Un risultato così netto affida una forza che dovrà essere utilizzata in maniera autorevole tanto da iniziare a ricucire in virtù delle prossime regionali”, dice la segretaria Pd di Bologna Federica Mazzoni. Si limita, da sindaco metropolitano, a fare gli auguri ai nuovi sindaci Matteo Lepore, mentre il governatore Stefano Bonaccini, da presidente dem, si concentra sulle vittorie per 5 a 0 nei capoluoghi di regione. Guarda alle sconfitte Pd con la lente delle prossime regionali il centrodestra. “La débâcle del Pd a Castelmaggiore e Pianoro oltre a Malalbergo e Molinella dimostrano come la loro rete di potere non è inscalfibile”, dice il senatore di FdI Marco Lisei. Stessa linea dalla consigliera regionale di FI, Valentina Castaldini: “Dal Pd troppa supponenza. Questi risultati ci rendono fiduciosi”. Esulta la Lega, col vicesegretario provinciale, Matteo Di Benedetto: “La torre del Pd trema”.