Il produttore bolognese Celso Valli e Vasco Rossi
Il produttore bolognese Celso Valli e Vasco Rossi

Bologna, 3 novembre 2019 - In principio c’erano le balere, c’era una città che, uscita dal dopoguerra, assaporava i piaceri del ballo, della festa, riscopriva la necessità di socializzare. E la musica, in questa rinascita che dopo due decenni sfocerà nel boom economico aveva un ruolo centrale. Ancora prima di ‘Città creativa della Musica Unesco’, ‘città degli orchestrali’, per citare ‘Viaggi e miraggi’, la canzone di Francesco de Gregori, una scena che permetteva ai giovani musicisti di studiare, imparare e, attraverso l’esercizio della professione, migliorarsi continuamente. In quel clima si sono sviluppati tanti artisti straordinari, alcuni divenuti star del pop nazionale, come Lucio Dalla, e molti sono diventate figure decisive per l’identità della migliore canzone italiana, come Celso Valli, produttore e arrangiatore di nomi come Eros Ramazzotti, Adriano Celentano, Vasco Rossi, Mina, Andrea Bocelli sino al recente, giovanissimo Alberto Urso. 

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Che ruolo hanno avuto le balere nella nascita della vocazione musicale di Bologna?
«Senza le balere, Bologna non sarebbe mai diventata il cuore della musica italiana, primato che dura dagli anni ’60 a oggi, con una quantità incredibile di talenti, dal pop alla canzone d’autore, sino alla disco. Perché in quei posti, la necessità di dover eseguire ogni sera almeno 40 brani, tutti diversi tra loro, compresi i successi internazionali del momento, ci costringeva a una grande versatilità. Bisognava trascrivere centinaia di arrangiamenti, rendendo le canzoni originali, che fosse rock, beat o un valzer, tutte ballabili, avvincenti, seducenti, perfette per far divertire per ore gli spettatori».

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Anche la disco music è stato un capitolo importante della sua carriera...
«E’ incredibile, ed è una storia ancora poco conosciuta, tutta da ricostruire, che a Bologna sia nata la disco, abbiamo inventato un linguaggio che poi abbiamo esportato. Adesso quei brani sono diventati oggetto di culto all’estero, specie tra i giovanissimi, che si accaparrano le ristampe di dischi che registravamo a Bologna e poi invadevano, negli anni ’70, le discoteche di tutto il mondo».
 

Come i dischi dei Tantra...
«I Tantra sono stati la mia prima produzione. Nelle case discografiche mi consideravano un folle. Com’era possibile solo immaginare che potessimo fare concorrenza agli americani con un suono che non c’entrava nulla con la nostra tradizione? In realtà noi il dna del ballo ce lo avevamo nel sangue, era quello che veniva proprio dalle notti nelle balere. Sapevamo come far ballare, ci è bastato adattare quella sensibilità ai suoni del funk e abbiamo conquistato il mondo».
 

Il flash mob in onore di Vasco Rossi

Il suo nome è però legato ai tanti cantanti italiani per i quali lavora. Uno su tutti, Vasco Rossi, per i quale ha arrangiato il nuovo singolo, ‘Se ti potessi dire’...
«Quando Vasco è arrivato da me con quel testo, così bello, ispirato e drammatico, ho pensato che ci sarebbe voluta una musica straniante, che staccasse con la profondità di quelle parole. Così ho scritto una partitura ispirata ai suoni latini, alla Jennifer Lopez, lontanissima dal suo rock. E poi, con crescendo quasi impercettibile, nel finale torna il Vasco che conosciamo, con un’enfasi ancora più amplificata».
 

Da Vasco ai nuovi talenti, come Alberto Urso, vincitore di ‘Amici’, reduce da una serata trionfale all’EuropAuditorium...
«E’ Stata Maria de Filippi a chiedermi di collaborare con Urso, per produrre il live visto a Bologna. E ho voluto mettere la sua voce tenorile al servizio del rock internazionale, per dare vita, proprio come nel brano di Vasco, a un corto circuito. Ha funzionato. E, insieme, ho semplicemente esaltato le sue doti vocali che sono uniche. Penso alla versione solo chitarra e voce di ‘Malafemmina’, che all’EuropAudiorium tutto il pubblico ha cantato con lui dalla prima all’ultima nota. Proprio in questi giorni sono alle prese, insieme al mio team, del quale fa parte anche mio figlio Paolo, produttore anche lui, con la canzone di Urso che speriamo di portare a Sanremo».