Italia Spagna, Europei Under 21, il tifo del Dall'Ara (FotoSchicchi)
Italia Spagna, Europei Under 21, il tifo del Dall'Ara (FotoSchicchi)

Bologna, 16 giugno 2019 - Una marea azzurra, tanti tricolori e un clima di festa. A dispetto della temperatura sul termometro, l'aria a Bologna è frizzante: gli Azzurrini di Luigi Di Biagio debuttano con una vittoria agli Europei Under 21, battendo i pari età della Spagna per 3-1. Spagna in vantaggio con Ceballos poi una doppietta di Chiesa e il gol di Luca Pellegrini su rigore hanno fissato il risultato sul 3-1.

Tante famiglie, giovani e tutto esaurito al Dall'Ara, che fa da cornice ad un incontro che anche sulla carta si preannuncia spettacolare. C'è chi il verde, il bianco e il rosso lo porta sulle spalle, c'è chi invece l'ha dipinto sul volto. Tante maglie azzurre, non importa che siano quelle dell'Under 21, l'importante è tifare Italia, ognugno a modo suo.

Il Dall'Ara si scalda già nel pre partita, con le prime prove di accoglienza agli Azzurrini: sventolano i tricolori, sventola anche qualche bandiera spagnola che in nome del fair play è stata distribuita ai tifosi dei distinti. I 26.700 pian piano arrivano tutti, contro il caldo e contro la voglia di andare al mare. Sì, perché Bologna ha fame di calcio e si vede. Un boato accoglie la lettura delle rose di entrambe le squadre e i decibel si alzano ancor di più quando lo speaker scandisce i nomi dei rossoblù Riccardo Orsolini e Arturo Calabresi (in campo dal primo minuto), c'è spazio anche per provare le bandiere. Il tempo scorre e si avvicina il calcio d'inizio, a scaldare ulteriormente l'ambiente ci pensa anche Rocco Hunt che ha l'onore di cantare l'inno dell'Europeo.

E così quando è tempo di formazioni il Dall'Ara è già pieno in ogni fila, c'è chi intona anche un nostalgico “Popo poropo popo” di mondiale memoria. Le squadre entrano in campo: all'ombra di San Luca risuona l'inno spagnolo e Bologna non sbaglia, tutti in piedi, niente fischi ma solo applausi e dai distinti c'è chi sventola anche il giallo-rosso iberico. L'inno di Mameli è una voce unica che si leva dalla Torre di Maratona, passando per la Bulgarelli e la San Luca.

L'arbitro fischia l'inizio di Italia-Spagna, parte la ola in tutto lo stadio. Gli ingredienti per una serata spettacolare ci sono tutti.

In tribuna, oltre al ct della Nazionale maggiore Roberto Mancini, il presidente della Figc Gabriele Gravina, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alo Sport Giancarlo Giorgetti e con lui anche il sottosegretario
alla Presidenza del Consiglio e responsabile sport del Movimento cinque stelle, Simone Valente. Poi Gianni Rivera, Gabriele Oriali, il sindaco di Bologna Virginio Merola, il presidente della Regione Emilia- Romagna Stefano Bonaccini.

Italia, Italia. Il coro accompagna le prime azioni degli Azzurrini e anche quando segna la Spagna lo stadio non si scoraggia: salta, canta e sventola le bandiere. Il risultato conta ma quel che conta di più è sostenere i talentuosi ragazzi di Gigi Di Biagio. Il primo tempo scorre via fino ad un boato che risuona fin sui colli. Federico Chiesa ha pareggiato. Il gol viene segnato sotto la San Luca e gli Azzurrini vanno ad esultare sotto la curva festante. La temperatura si abbassa un po', ma non il tifo del Dall'Ara che ora ci crede e canta a squarciagola scandendo con gli applausi ogni azione della baby Italia. 

Gli Azzurrini tornano in campo e il pubblico ha ancora voce. Anche perché ci sono due gol per cui esultare. Dalla tribuna laterale riparte uno spontaneo inno di Mameli, canta tutto il Dall'Ara. L'Italia gioca disinvolta e così ogni azione è accompagnata da applausi e da un'ovazione. La tensione del primo tempo è sparita. C'è chi lascia lo stadio in anticipo, molti rimangono però: vogliono cantare fino alla fine, quest'Italia se lo merita. E così il recupero è tutto un “olè” ad ogni passaggio riuscito. L'arbitro fischia la fine, tutto il Dall'Ara si alza in piedi.  Gli Azzurrini si abbracciano a centrocampo, sugli spalti sventola il tricolore, la curva vuole abbracciare i ragazzi e così Chiesa e compagni salutano la prima ad Euro 2019 con un salto liberatorio verso la Bulgarelli. L'Italia chiamò, Bologna ha risposto presente.