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11 apr 2022

La Fortitudo cade a Venezia e Treviso scappa

Il cuore non basta all’Aquila che subisce un parziale di 15-0 nel secondo quarto. E la zona salvezza ora torna a quattro punti di distanza

alessandro gallo
Sport
Jabril Durham, 28 anni, nel duello con Jordan Theodore, uno degli elementi più esperti di Venezia, nonché il milglior marcatore dell’incontro (Ciamillo)
Jabril Durham, 28 anni, nel duello con Jordan Theodore, uno degli elementi più esperti di Venezia, nonché il milglior marcatore dell’incontro (Ciamillo)
Jabril Durham, 28 anni, nel duello con Jordan Theodore, uno degli elementi più esperti di Venezia, nonché il milglior marcatore dell’incontro (Ciamillo)

REYER VENEZIA

77

FORTITUDO BOLOGNA

72

UMANA VENEZIA: Theodore 18, Stone 2, Bramos 8, Brooks 9, Watt 16, Cerella 6, De Nicolao 13, Echodas 2, Mazzola 3, Morgan ne, Tonut ne, Chapelli ne, All. De Raffaele.

KIGILI BOLOGNA: Durham 10, Feldeine 6, Aradori 2, Benzing 13, Groselle 8, Frazier 15, Procida 5, Charalampopoulos 11, Fantinelli 2, Borra, Mancinelli ne, Manna ne. All. Martino.

Arbitri: Bartoli, Paglialunga, Di Francesco.

Note: parziali 17-19; 43-34; 60-53. Tiri da due: Venezia 2029; Fortitudo 1936.

Tiri da tre: 926; 623. Tiri liberi: 1011; 1621. Rimbalzi: 35; 29.

di Alessandro Gallo

MESTRE (Venezia)

Segnali incoraggianti, cuore, voglia di lottare. Ma il viaggio in Laguna si chiude con la Reyer che conferma il fattore campo e la Fortitudo che resta in zona retrocessione.

Ma c’è di peggio perché Treviso, che ha appena cambiato allenatore – Marcelo Nicola al posto di Max Menetti – si impone a Varese, con un finale d’orgoglio e riporta a quattro i punti di distacco con l’Aquila.

Fortitudo alla quale serve una zampata in trasferta e mercoledì ci sarà un’altra opportunità a Pesaro. E’ vero che i marchigiani da quando hanno sistemato Luca Banchi in panchina hanno cambiato ritmo, ma è altrettanto innegabile che Pesaro non abbia la stessa profondità e lo stesso organico di Venezia.

Venezia che, per onor di cronaca, rinuncia a Daye e Vitali in partenza e ha Tonuto nei dodici solo per onor di firma. L’Aquila al contrario è quasi al completo ma, rispetto all’ultimo successo, non trova in Pietro Aradori uno spietato esecutore. Dai 27 contro Cremona, la settimana scorsa ai 2 con Venezia, di ieri. La differenza c’è e Martino non riesce mai a trovare un uomo al quale affidarsi nei momenti difficili. Qualche lampo di Frazier, certo, qualcuno dell’ex Charalampopoulos. Per espugnare il PalaTaliercio sarebbe servito un Aradori in versione deluxe. Ma sarebbe sbagliato mettere Pietro dietro la lavagna dei cattivi: Aradori si sbatte come gli altri. Ma rispetto alla gara con Cremona non riesce mai ad accendersi.

Fortitudo che trova il massimo vantaggio, all’inizio del secondo quarto, sul +6, 19-25 grazie a una magia di Frazier. Ma lì arriva il parziale di 15-0 che ribalta l’inerzia della gara. La Fortitudo, che si ritrova sotto 34-25 (tripla di Theodore), tocca anche il -16 sul 58-42, ma non deraglia mai.

Ci prova, con le sue forze, a rimettersi in gioco. Ma non basta.

E adesso la zona salvezza è a quattro punti: servirà davvero un’impresa mercoledì sera a Pesaro.

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