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19 apr 2022

Virtus, venti giorni per conquistare l’Eurolega

Il passaggio del turno sempre in una gara secca: si parte domani dagli ottavi con il Lietkabelis alla Segafredo Arena. La finale è l’11 maggio

massimo selleri
Sport
Toko Shengelia, 30 anni: il suo arrivo ha dato più solidità alla Virtus (Ciamillo)
Toko Shengelia, 30 anni: il suo arrivo ha dato più solidità alla Virtus (Ciamillo)
Toko Shengelia, 30 anni: il suo arrivo ha dato più solidità alla Virtus (Ciamillo)

di Massimo Selleri

Con la partita di domani contro il Lietkabelis, la Virtus entra nella fase più importante della stagione. La formula dei playoff di EuroCup è al limite dell’assurdo dando un vantaggio eccessivo a chi si trova nella migliore condizione di forma, esprime il gioco più brillante e va pure a braccetto con la fortuna.

Altro non si può dire di una competizione dove, da qui in poi, tutti i passaggi dei vari turni si basano su una sola partita. Dei tre fattori necessari per andare avanti in quella che è la seconda manifestazione continentale, la V nera ne ha sicuramente due, ma manca totalmente della terza, vale a dire la fortuna.

Anche domani sera dovrà fare i conti con l’assenza importante di Isaia Cordinier, in una stagione dove si contano sulla punta delle dita le volte in cui Sergio Scariolo ha avuto la possibilità di fare le sue scelte senza dover tener conto degli assenti.

Restano gli altri due fattori, sui quali la Segafredo sembra essere pronta. Dopo le difficoltà della Coppa Italia, i bianconeri hanno messo in campo un’energia diversa e anche sul piano del gioco la qualità si è alzata notevolmente.

A nessuno sfugge che l’arrivo di Daniel Hackett e di Toko Shengelia ha avuto un impatto molto positivo su questi due fattori e anche giocatori come Nico Mannion che potevano essere potenzialmente penalizzato dall’inserimento di nuovi giocatori, in realtà hanno avuto un rendimento in costante crescita.

Il motivo non è banale, ma rischia di rimanere nascosto: quando le cose girano per il verso giusto allora è più facile affrontare le difficoltà se, invece, le cose che non funzionano sono appesantite dalla pressione di dover far bene per forza, allora tutto diventa più complicato e si rischia di rimanere impantanati.

Il fatto di non potersi permettere nessun tipo di errore è un bel test di maturità e anche da questo punto di vista la Virtus ha dato segnali importanti di crescita. Si tratta di mescolare mentalità vincenti molto diverse che, però, hanno il minimo comune denominatore di essere state efficaci. Quella forse meno evidente è stata quella di Scariolo che con pazienza ha dato una anima difensiva ad un gruppo fortemente votato all’attacco e che ora ha trovato il giusto equilibrio non limitando il talento di Milos Teodosic e Marco Belinelli.

In ogni caso questi playoff durano appena tre settimane con i bianconeri che rischiano di disputare solo prima gara davanti al proprio pubblico. Sembra un’assurdità pensare che l’unico posto disponibile per partecipare alla prossima Eurolega si decida con questa modalità, ma ora c’è poco fare, anzi, a maggior ragione bisogna affidarsi a chi tante volte ha già vissuto situazioni simili.

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