Cesena, 30 giugno 2018 - Ripartire da qui. Dal migliaio e passa di persone in marcia lungo le strade del centro (FOTO), anche se è sabato pomeriggio, è estate e fa un caldo della miseria. Ripartite dalle mamme che sfilano spingendo i passeggini, dai padri che si portano i figli sulle spalle e dallo zoccolo duro di quel popolo bianconero che non può concepire una vita senza Cesena, che allo stadio ci è sempre andata e continuerà sempre ad andarci, senza perdere tempo a guardare alla categoria.

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Lo hanno chiesto i tifosi (‘meglio i sogni in D che gli incubi in B’) e lo ha assicurato il sindaco Paolo Lucchi che ieri sera, al termine del corteo che ha portato il popolo del Cavalluccio ad attraversare la città per raggiungere palazzo Albornoz, microfono in mano è sceso in piazza in mezzo alla tribù bianconera, promettendo poche parole e molti fatti, in tempi serrati e con modalità condivise, iniziate ieri davanti alla Fontana Masini e destinate a proseguire nei prossimi giorni, durante i quali l’amministrazione comunale intende incontrare a cadenze fisse i rappresentanti della tifoseria organizzata del Cesena. Quella che ieri ha voluto gridare il suo attaccamento alla squadra (non alla società e alla gestione Lugaresi), che vogliono continui a restare il punto di riferimento della Romagna pallonara. 

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Si parte davanti allo stadio poco dopo le 18.30, con la maggior parte delle persone vestite in abito d’ordinanza: maglietta fatta stampare per l’occasione con scritta bianca su campo nero: «Il Cesena siamo Noi. Uniti risorgeremo». Si parte cantando in strada quello che si è abituati a cantare in curva, fino a ieri per dare benzina alla squadra, oggi per testimoniare che la squadra è prima di tutto fatta da chi la sostiene da sempre. Facile a Latina, molto meno il pomeriggio del 30 giugno 2018, a un passo dal baratro del fallimento.

La città ha risposto affacciandosi alle finestre e scendendo in strada telefonini alla mano, per documentare il momento storico e per unirsi a sua volta alla processione, terminata in piazza del Popolo, dove i tifosi hanno letto un comunicato nel quale prendono ancora una volta le distanze dalla gestione Lugaresi, più volte duramente contestato nel corso del corteo e in particolare durante il passaggio davanti alla sede di corso Sozzi, auspicando la fine di un’era e l’inizio di un’altra nei più brevi tempi possibili. 

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Al megafono dei tifosi ha fatto seguito il microfono del primo cittadino che ha sposato la linea dei supporter, ringraziandoli per la dimostrazione d’orgoglio mostrata e promettendo un lavoro d’equipe da svolgere fin da subito, per valutare insieme ogni passo da compiere. In cambio sono arrivati copiosi applausi. La prima data utile è dunque già quella di lunedì 2 luglio, alla quale ne faranno seguito altre, probabilmente in tempi stretti, a scadenza almeno settimanale. Lo steso principio è stato ribadito nel corso di un incontro durato una decina di minuti all’interno di Palazzo Albornoz durante il quale parte della giunta ha ricevuto i rappresentanti del popolo bianconero.