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18 mag 2022

"Alzare i compensi agli stagionali in riviera"

Il consulente del lavoro Agostini propone un contratto integrativo per chi lavora in alberghi e ristoranti. "I giovani vanno allettati di più"

18 mag 2022
giacomo mascellani
Cronaca

di Giacomo Mascellani

La mancanza di personale stagionale negli alberghi e nelle strutture turistiche è diventato un fenomeno che va ben oltre la contingenza. Lo pensano addetti ai lavori ed esperti, come Mauro Agostini, consulente del lavoro di Adac Servizi Cesenatico e Confcommercio Cesenate.

Agostini, la situazione è molto critica.

"È un problema che investe quasi tutti settori produttivi in Italia e in altre nazioni, molto probabilmente siamo di fronte ad un cambio di approccio culturale dei giovani verso il lavoro, nel senso che prendono il sopravvento percezioni che guardano ad una diversa organizzazione della vita".

Quanto ha inciso l’emergenza sanitaria?

" La pandemia può aver aggravato questa tendenza, ma i primi segnali si erano riscontrati anche prima del 2020".

Nel turismo ci sono i segnali più eclatanti.

"Per le attività stagionali è necessario un intervento diretto delle associazioni di categoria, sindacati, istituzioni e scuole; il tema deve essere analizzato a fondo, senza cadere nei luoghi comuni dei giovani che vogliono rimanere sul divano o attratti dal reddito di cittadinanza, che portano fuori strada. Dobbiamo verificare se il nostro modello turistico è ancora compatibile con la nuova realtà sociologica del lavoro".

Certe condizioni i lavoratori non le accettano più.

"Il lavoro stagionale ha perso l’appeal che un tempo aveva. La prospettiva di essere occupati tutta la giornata senza sosta e in particolare nei fine settimana, non attira più. Occorre una proposta più appetibile agli occhi dei lavoratori sia negli orari che nei compensi".

Questo creerebbe difficoltà alle imprese.

"Il punto critico è che ridurre gli orari di lavoro e aumentare le retribuzioni, comporterebbe un impennata di costi non sopportabile per le nostre imprese. Iprezzi praticati nella riviera romagnola sono ridotti all’osso ed un loro aumento porterebbe le imprese fuori mercato.

Quindi cosa si deve fare?

"Serve una riqualificazione delle strutture ma lascio il discorso agli esperti in urbanistica. Le imprese turistiche voglino riqualificarsi, ma non trovano la necessaria considerazione".

C’è chi punta il dito proprio sugli imprenditori.

"E’ errato incolpare i datori di lavoro perché essi, salvo rarissime eccezioni, sanno bene che un buono staff si crea con la soddisfazione degli addetti, ma le condizioni generali in cui si trovano ad operare li obbligano a non poter offrire di più".

Cosa state facendo in concreto per far fronte al problema? "Le imprese da sole non potranno mai modificare la loro offerta organizzativa di lavoro, per questo stiamo dialogando con le associazioni e le organizzazioni sindacali, per arrivare a sottoscrivere un contratto integrativo per il turismo della riviera romagnola, in particolare per la provincia di Forlì-Cesena, che possa attrarre di nuovo le giovani generazioni e non solo. Ma per farlo occorre l’appoggio della Regione e del Governo".

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