Rimini carabinieri arresto componenti criminalita organizzata operazione idra De sito Pio Rosario zio pio
Rimini carabinieri arresto componenti criminalita organizzata operazione idra De sito Pio Rosario zio pio

Cesena, 3 marzo 2016 - Stupore, incredulità. E’ questa l’aria che si respira a Stradone, frazione per metà del comune di Borghi e per un’altra metà di Santarcangelo. La vicenda riguarda Pio Rosario De Sisto, l’uomo arrestato a Gorolo, frazione del comune di Borghi, a casa di parenti. Non è mai stato residente nel comune collinare, ma ha vissuto e vive ugualmente fra Gorolo e Napoli. Dal 2010 al 2011 aveva gestito il ristorante pizzeria «La piazzetta dei fiori», che poi ha avuto altre gestioni e oggi è condotto dai proprietari, la famiglia Benedetti che però non rilascia dichiarazioni, anche se è facile captare che non correva buon sangue fra loro e «Zio Pio». L’uomo è stato arrestato e accusato di affari malavitosi, riciclaggio di denaro sporco con uno scambio che si estendeva dalla Romagna, alla terra della Camorra, sedendo allo stesso tavolo dei boss più potenti. 

«Prima di tutto mi preme precisare – dice il sindaco Piero Mussoni – che Pio Rosario De Sisto non è mai stato residente a Borghi. Qui però lo conoscevano tutti come Pio, uomo che ha gestito per due anni il ristorante ‘La Piazzetta dei fiori’ sita nel centro della frazione Lo Stradone». 
La sua era una figura che non passava inosservata, ma che non destava certi sospetti: «Una persona sempre vestita in modo elegante – racconta il sindaco – che aveva contribuito a ravvivare la frazione, portando tante gente e artisti nel suo locale, come Bobby Solo, Wilma Goich, Rosanna Fratello, in serate quando si svolgevano concorsi musicali. Nessuno di noi ha mai saputo o immaginava che potesse avere dei traffici illeciti. Anche se è rimasto qui in zona come gestore di un ristorante pizzeria, solo per qualche anno e in maniera molto limitata, era una persona come le altre». 

Molti parlano di Pio, ma quando sentono le parole boss e Camorra, chiedono di omettere il nome. «Lo vedevo spesso – dice una ragazza – aveva bei modi di fare, gentile con tutti, vestito bene. Quando ho visto la foto sul Resto del Carlino, ho stentato a riconoscere quel Pio di cinque anni fa». Di diverso avviso un’altra donna di Stradone: «Io quando l’ho rivisto, dopo che aveva lasciato il ristorante, era invecchiato, ingrassato e aveva proprio quella faccia che ho visto sul giornale. Sono rimasta sorpresa. Poi ho pensato che l’avanzare degli anni avesse fatto tutto questo. Mai avrei pensato che Pio facesse parte di un gruppo criminale». Curioso anche il racconto di un altro borghigiano: «Negli anni in cui ha guidato il ristorante ho mangiato diverse volte da lui. Sempre cibi ottimi e pizza buona con prezzi accessibili. Quando è andato via mi è dispiaciuto moltissimo. Non ho mai avuto sospetto che avesse intrallazzi di questo genere».