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5 mag 2022

"Ccr, nessun piano di fusione"

Il presidente Baraghini e il direttore Petrini ribadiscono la solidità della banca. Oggi assemblea sociale

Giancarlo Petrini e Valter Baraghini
Giancarlo Petrini e Valter Baraghini
Giancarlo Petrini e Valter Baraghini

Oggi è il giorno fatidico dell’assemblea dei soci del Credito cooperativo romagnolo, preceduto in queste settimane da critiche e polemiche verso i vertici della banca. Il presidente Valter Baraghini, premettendo di essere giunto al termine del mandato, replica evidenziando ancora una volta che i conti della banca sono a posto, che tutti i soci hanno possibilità di conferire istruzioni e delega di voto al ’rappresentante designato’, notaio Maltoni, come previsto dalle norme. Baraghini nega nuovamente che "che questa soluzione nascondesse la volontà di non incontrare i Soci" e spiega che "la Banca ha deciso di organizzare una serie di incontri con Soci, riunioni che ovviamente non possono essere sostitutivi dell’Assemblea, ma che certamente hanno rappresentato l’occasione, voluta dalla Banca, proprio per chiarire i dubbi che stavano emergendo, spesso dovuti alla mancanza di informazioni o peggio ancora, da qualche informazione trapelata e su cui sono state costruite ipotesi non corrispondenti alla realtà". "Come in relazione – prosegue – ai compensi di Amministratori e Sindaci, abbondantemente inferiori ai minimi delle altre Banche e distanti dalla media nazionale". Sulla polemica specifica per i compensi e la maxi-liquidazione prevista per il direttore generale, il presidente Baraghini afferma che questi derivano da politiche condivise con l’assemblea dei Soci e votate dalla stessa Assemblea.

"Sulle ipotesi di incorporazione, o di fusione oppure come l’ultima voce messa in circolazione addirittura sullo smembramento della rete degli sportelli della Banca – scandisce Baraghini – ci teniamo a precisare che CCR non ha ricevuto alcun piano indicato dalla Capogruppo Iccrea Banca al riguardo".

Il direttore generale Giancarlo Petrini, prossimo al pensionamento, da parte sua ribadisce le performance dell’istituto di credito più volte diramate. "Solo per citare i più significativi, nel 2021 i volumi della Banca sono cresciuti del 10%, in particolare per quanto riguarda la gestione dei risparmi della clientela, a conferma della fiducia accordataci; il Margine Operativo ha superato i 10 milioni di euro (lo scorso anno erano € 7,6 milioni) quasi totalmente destinati, per scelta prudenziale del Cda, all’azione di progressiva copertura del rischio di credito. I crediti deteriorati si sono ridotti a € 33,8 milioni (erano più di 128 milioni di euro ad inizio 2016) e il Texas Ratio (il rapporto fra crediti deteriorati netti e patrimonio) a fine 2021 è al 43,6% (era al 154% ad inizio 2016)".

Infine il tema della partecipazione della banca all’operazione del Mercato Coperto: "Una struttura che era fatiscente ed è stata restituita alla città; probabilmente non ha riscosso il gradimento che tutti auspicavano, ma rimane un luogo frequentato per le attività commerciali al piano terra e per gli uffici comunali al 1^ piano Sulle ipotesi che questa posizione possa avere inciso in misura determinante sui numeri del CCR, rilevo come questa rappresenti meno dell’1% del portafogli crediti a conferma dell’ampio frazionamento del rischio. Aggiungo inoltre come la decisione dell’Amministrazione di riacquisire il primo piano della struttura, riscattando anticipatamente e parzialmente la concessione dalla società di gestione, sia stata assunta al termine di un iter avviato già lo scorso anno e quindi molto prima e in ogni caso totalmente estranea alle dinamiche della Banca di quest’ultimo periodo".

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