Lupo dell'Appennino
Lupo dell'Appennino

Cesena, 12 novembre 2019 - Un incontro spettacolare, di quelli che lasciano un ricordo indelebile e una forte emozione per giorni. È quello che ha avuto ieri il cesenate Pierluigi Bazzocchi, presidente per oltre vent’anni del Parco naturale fiume Savio, dimessosi pochi giorni fa, che si è trovato a tu per tu con il lupo. «Mi trovavo nelle prime colline della città per la mia solita passeggiata con Duke, il mio Bracco di Weimer. Erano le 8 del mattino. Mentre stavo tornando verso l’auto, percorrendo un sentiero tra due vigne, ad un certo punto ho visto sfrecciare una lepre. Poco dopo ecco questo grande animale affacciarsi dalla nebbia. Lì per lì - racconta Bazzocchi - mi era sembrato un cinghiale, poi man mano che mi avvicinavo ho capito che si trattava di un meraviglioso lupo».

«Se n’è accorto prima il cane. Io vedevo solo il mio cane, che essendo da caccia si era messo subito in posizione di ferma aspettando un segnale da me per capire cosa fare. Era perplesso perché non aveva mai visto un lupo. Avvicinandomi a lui ho visto di cosa si trattava. Il lupo era grande, con il pelo molto folto e color fulvo scuro ma tendente al grigio. Ricambiava lo sguardo di Duke, perché non si era accorto della mia presenza».
«A quel punto – continua Bazzocchii - sapendo benissimo che il lupo non è un animale pericoloso per l’uomo, ho temuto per il cane, che se il lupo è affamato può trasformare in preda».

Poi improvvisamente il re delle favole si è accorto della presenza dell’uomo. «Il lupo sa che in cima alla catena alimentare c’è l’uomo, ed è l’unico di cui ha paura. Per questo non si è avvicinato al cane. Ci siamo guardati, poi per evitare che potesse attaccare Duke, ho iniziato a parlare a voce alta e ad aprire e chiudere l’ombrello nella direzione del lupo per farlo allontanare. Ha funzionato, si è allontanato ostentando tranquillità e indifferenza nella stessa direzione in cui era fuggita la lepre. A quel punto mi sono affrettato nel raggiungere il cane, mettergli il guinzaglio e portarlo al sicuro in macchina». Non si è trattato della prima volta per Pierluigi Bazzocchi. «Mi è capitato spesso di vedere questo animale, la penultima volta in aprile, più o meno nella stessa zona. Ma era stato un incontro molto fugace. Ieri mattina invece è durato almeno un intenso e lungo minuto».