Vincenzo Calà, 62 anni, ha lavorato come camionista e poi nel settore calzaturiero
Vincenzo Calà, 62 anni, ha lavorato come camionista e poi nel settore calzaturiero

Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena), 16 settembre 2020 - Da oltre quattro mesi attende di ricevere il Tfr, trattamento di fine rapporto, ma non ha ancora visto un euro. Vincenzo Calà, 62 anni, di Savignano sul Rubicone, prima camionista e poi dipendente del settore calzaturiero, il 30 aprile scorso se ne è andato in pensione con Quota 100 e 42 anni di contributi.

Calà, poi cosa è successo?
"La mia azienda mi aveva detto che il mio Tfr mi sarebbe stato corrisposto dall’Inps entro due mesi. Sarebbero stati loro a pagare in quanto debitori nei confronti del mio datore di lavoro, che in questi mesi ha anticipato la cassa integrazione Covid ai dipendenti. Alla Cgil, mi hanno confermato la stessa cosa: in due mesi avrei dovuto avere il dovuto dall’Inps".

Però nulla.
"A inizio di agosto ho telefonato all’Inps a Cesena spiegando cosa mi era capitato. Mi hanno dato l’appuntamento dopo una settimana. Sono andato e ho fatto la fila per sentirmi dire che la mia vicenda era di competenza dell’Inps di Forlì. Dopo varie chiamate sono riuscito a parlare e prendere appuntamento anche con loro".

Cosa le hanno risposto?
"Sono caduti dalla nuvole: il mio Tfr risultava essere stato regolarmente pagato il 13 agosto. Ma io non ho ricevuto nulla!"

Un errore?
"A una verifica è risultato infatti che l’Iban usato per il pagamento non fosse quello fornito dall’azienda. Ed ecco il pasticcio: il mio Tfr è finito sul conto di uno sconosciuto".

Colpa dell’azienda o dell’Inps?
"Sono tornato in azienda, e ho potuto verificare di persona: l’Iban indicato all’Inps era quello corretto".

Dove sono finiti quei soldi?
"Nel conto di un giovane di Forlì che io ho contattato. Mi ha effettivamente detto di avere segnalato all’Ufficio Postale di avere ricevuto soldi non suoi, e la risposta è stata quella di rivolgersi all’Inps. Nel frattempo ho richiesto per sicurezza all’azienda una copia del foglio con l’Iban trasmesso all’Inps e ho verificato ancora una volta che non corrispondeva a quello usato dall’Inps per la liquidazione".

L’Inps cosa ha risposto?
"Per l’Inps il caso è chiuso, sono affari miei, loro hanno pagato".

E ora?
"Il caso non è chiuso affatto. Loro hanno sbagliato e loro dovranno risolvere. Ho tutta la documentazione per dimostrare che né io né la mia azienda abbiamo fatto errori".