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16 gen 2022

Violenza di Capodanno a Milano, "Così ho salvato la ragazza dal branco"

Chiara, 19 anni, di Cesenatico, era in piazza Duomo. Il suo video cruciale per gli arresti

16 gen 2022
giacomo mascellani
Cronaca
Chiara Corapi e, in alto, un fotogramma del video dell’aggressione
Capodanno a Milano, un fotogramma del video dell’aggressione
Chiara Corapi e, in alto, un fotogramma del video dell’aggressione
Capodanno a Milano, un fotogramma del video dell’aggressione

Cesena, 16 gennaio 2022 - È una studentessa residente a Cesenatico uno degli angeli che ha consentito di salvare una vittima delle aggressioni accadute a Capodanno in piazza Duomo a Milano. Chiara Corapi, 19 anni, nei momenti più concitati di quella notte di violenze, non ci ha pensato due volte a filmare tutto e a buttarsi nella mischia per salvare una coetanea, dando prova di grande coraggio.

Chiara, cosa è accaduto in quei momenti drammatici?
"Stavamo festeggiando il Capodanno in piazza, era poco prima dell’una di notte, c’era molta confusione e inizialmente pensavo ad una rissa; poi mi sono accorta che alcuni ragazzi facevano i bulli e avevano cattive intenzioni, perché mostravano atteggiamenti aggressivi ed intimidatori nei confronti di alcune ragazze".
Lei quando si è resa conto che la situazione stava precipitando ha iniziato a riprendere gli atteggiamenti dei violenti, queste riprese sono fondamentali per inchiodare i colpevoli.
"Lo spero, io l’ho fatto perché a mio avviso era doveroso; ho sempre il telefono in mano e appena mi sono resa conto di quanto stava accadendo ho iniziato a filmare. Ricordo bene l’ora e il minuto esatto, era mezzanotte e 57".
Cosa l’ha spinta a buttarsi nella mischia?
"Mi sono accorta di una ragazza in serio pericolo, era sola, attorno aveva tanti aggressori che l’avevano circondata, le avevano tolto i vestiti e la minacciavano; poteva essere mia sorella, una mia amica o io stessa. Istintivamente ho iniziato a farmi varco aprendo le braccia, ho sentito il dovere di intervenire e ci è andata bene, perché indossavo il cappuccio e forse gli aggressori non si sono accorti che ero una donna, perché probabilmente se la sarebbero potuta prendere anche con me".
In quegli attimi concitati ha riportato delle ferite?
"Nulla, neanche un graffio, non escludo che ciò sia dovuto al fatto che i componenti del branco mi possano aver scambiato per uno di loro".
Poi cosa è accaduto?
"Sono arrivati i poliziotti in massa, c’erano diverse pattuglie anti sommossa che hanno soccorso la ragazza e le hanno consentito di rivestirsi, poi l’hanno accompagnata davanti ad un masso anti-intrusione collocato ai bordi della piazza, dove successivamente è stata consegnata nelle mani dei sanitari ed è stata accompagnata in ospedale. Era molto scossa e traumatizzata, io ho urlato a tutti che avevo il video".
Lei è stata ascoltata dalla polizia?
"Si, hanno registrato a computer la mia deposizione in ospedale".
Anche nei giorni scorsi è stata ascoltata?
"Si, gli avevo girato il video e loro volevano sapere l’ora esatta del filmato".
Cosa faceva a Milano?
"Assieme ad un gruppo di amici avevamo deciso di festeggiare il capodanno lì, volevamo divertirci e basta, in un luogo dove abitualmente si ritrovano tanti giovani pressappoco della nostra età".
Il suo gesto oltre ad evidenziare un grande coraggio, testimonia che c’è ancora uno spirito di solidarietà, non tutto è così negativo in questi anni duri da vivere, anche e forse soprattutto per voi giovani.
"Ripeto, io ho agito d’istinto, anche perché se non lo avessi fatto, quella ragazza avrebbe fatto veramente una brutta fine, visto che gli aggressori erano determinati e hanno dimostrato di non avere pietà nei confronti di una giovane donna inerme".
Dopo quella notte di follia e di violenze, cosa ha pensato?
"Chi compie aggressioni sessuali è un animale schifoso e va punito, questo ho pensato e penso tuttora".
Conosceva la ragazza che ha salvato?
"No, non la conoscevo, per me sino a quella sera era una estranea".
Quindi siete diventate amiche dopo l’aggressione.
"Si".
Come sta adesso, cosa vi dite?
"Si sta riprendendo dal trauma, non è facile, ma sta meglio; al telefono parliamo del più e del meno, di noi, di tutto".
Fra un po’ le indagini si dovrebbero concludere e i ragazzi violenti identificati andranno a processo, lei cosa si aspetta dalla giustizia?
"Sinceramente io non penso che queste persone cambino, per questo vanno condannate. Non devono poter fare mai più azioni di questo tipo. E devono comprendere la gravità di quello che hanno fatto".
Tornerete ancora a Milano in quella piazza e far festa?
"Certo, io amo questa città, Milano è splendida, qui ho amici e amiche fantastici; spesso andiamo a trovarli a Milano per stare assieme e durante l’estate vengono loro a Cesenatico".
 

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