Bologna, 9 maggio 2021 - Sospendere i brevetti farmaceutici per rendere il vaccino anticovid bene comune planetario sembra intento eticamente apprezzabile quanto ingenuamente populistico e pericolosamente controproducente. Già il solo effetto annuncio, centuplicato dal megafono, Biden, avrà effetti negativi incancellabili. Dissacrare i brevetti salvavita, e già mostrarlo possibile, rischia di dirottare energie e risorse innovative verso obiettivi più profittevoli e meno a rischio, quali la longevità della popolazione "ricca".

Sacra o esecrabile che sia la corsa ai brevetti come motore di profitto, renderli in un settore meno certi significa solo canalizzare gli investimenti di ricerca altrove. Ci conviene, mentre urgono nuovi sofisticati vaccini contro le varianti che incombono? Chi vi investirebbe, a brevetti scippabili? Nelson Mandela, gigante del secolo breve, quando in Occidente i nuovi retrovirali salvavano dall' AIDS, con il suo Medical Act ne impose la produzione o l'importazione a buon mercato anche in deroga alle privative brevettuali. Controversa soluzione, osannata quanto contrastata. Avrà tale "lezione" disincentivato Big Pharma dall'impegnarsi nella lotta alla malaria (il farmaco risolutivo manca ancora!), mortale in Africa come l'AIDS?

Gli strumenti sono altri. Europa ed USA hanno finanziato Big Pharma prenotando al buio milioni di dosi di vaccini prima di conoscerne approvazione ed efficacia. Avrebbero potuto (dovuto?) ipotecare partecipazioni brevettuali ed opzionare soluzioni a favore delle nazioni meno munite (e dovrebbero reagire oggi con rigore ad inadempimenti e ritardate consegne). Potrebbero oggi negoziare forniture o impianti produttivi per i paese poveri e coadiuvarli nella distribuzione o gestione.

Ricordando che da soli, e in tempi brevi, difficilmente saprebbero mettere a frutto una inutile liberalizzazione  di brevetti per farmaci tanto complessi da produrre e gestire (persino India docet!). Senza contare, poi, le derive degli autocrati. Incentiviamo, governandola, l'azione anticovid di Big Pharma, ma senza rischiare di dirottarne altrove gli sforzi.