Anche i numeri delle Marche danno speranza
Anche i numeri delle Marche danno speranza

Ancona, 8 aprile 2020 - Prosegue il trend positivo anche nelle Marche, così come nel resto d'Italia: sono 17 le vittime registrate per covid-19 nelle ultime ore e il conto ttotale delle vittime in regione arriva così a 669 vite spezzate. I nuovi contagi Nelle ultime 24ore i laboratori marchigiani hanno eseguito 913 tamponi, numero record in un giorno dall'inizio dell'emergenza epidemiologica, riscontrando 149 nuovi casi di positività. Il bilancio dei malati arriva così a 4.849 persone.

AGGIORNAMENTO / I dati di giovedì 9 aprile

Le vittime

Sono 17 le nuove vittime del coronavirus nelle Marche: 8 di queste erano residenti nella provincia di Pesaro Urbino, 6 in quella di Ancona, 3 in quella di Macerata. A Chiravalle, nell'Anconetano, è purtroppo deceduta una donna di soli 49 anni e Recanati, nel Maceratese, ha perso la vita un uomo di 46.

I contagiati

La curva dei contagi nelle Marche

 A oggi ci sono dunque altri 149 positivi al Coronavirus nelle Marche. Sono 913 i test effettuati in Regione. Nel report di metà giornata del Gores i dimessi/guariti salgono a 645.

Calano i ricoveri

Altri dati sono molto favorevoli, come il numero dei ricoverati che scende da 1.141 a 1.101 e scendono pure quelli in terapia intensiva, ieri a 139 (a fine marzo erano 170). Torrette resta quella più sotto pressione con 41 posti letto occupati (il giorno prima erano 43). A livello complessivo il calo è costante. Tre giorni fa i pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere dell’anconetano erano 450, ieri 429. A proposito di Torrette, scendono i degenti ricoverati nei vari livelli di criticità. A marzo la cifra superava quota 200, ora la discesa è costante: ieri erano 179. Il numero dei contagi in provincia di Ancona tra lunedì e ieri è salito di appena 28 unità (i giorni precedenti erano stati 45, 66 e 27), dunque l’ennesimo andamento altalenante. 

La Regione aderisce a una sperimentazione col plasma

La Regione Marche aderisce ad una sperimentazione per la cura di pazienti in fase critica con polmonite da Sars-CoV2, secondo un protocollo sperimentale multicentrico promosso dalla Regione Toscana, con la quale sono già in atto specifici Accordi per la lavorazione del plasma, in ottica di macroregione. Come già in altre malattie epidemiche, quali ad esempio Ebola e influenza A H1N1, è conosciuto l'uso di plasma a scopo terapeutico prelevato da soggetti convalescenti, guariti dall'infezione.

Dati clinici indicano che la somministrazione di plasma, proveniente da pazienti immunizzati, può essere applicata in maniera sicura a pazienti in fase acuta, con un miglioramento delle condizioni cliniche e soprattutto minor mortalità. Il meccanismo ipotizzato è la riduzione della replicazione virale, durante la fase iniziale di malattia, ad opera degli anticorpi presenti nel plasma dei soggetti guariti.

La rete trasfusionale marchigiana, coordinata dal Dipartimento Regionale Medicina Trasfusionale in collaborazione con il Centro Regionale Sangue, si sta adoperando per implementare il protocollo per dare l'avvio alla sperimentazione, secondo rigidi criteri per la garanzia della sicurezza, in accordo con quanto dettato dalle norme nazionali (Consiglio Superiore di Sanità, Centro Nazionale Sangue). I potenziali riceventi saranno selezionati, secondo precisi criteri clinici, dagli specialisti di riferimento, coordinati dal Dr. Pieretti dell'U.O. Malattie Infettive dell'Azienda Ospedaliera Marche Nord.



Mascherine

"L’ordinanza per l’uso obbligatorio delle mascherine, o di sciarpe e foulard a protezione di naso e bocca da utilizzarsi negli spazi comuni e coperti, sarà condivisa con il ministero della Salute" ha annunciato ieri Ceriscioli. Il governatore ha poi spiegato che «la strada che si vuole percorrere è la stessa già presa dal presidente Bonaccini dell’Emilia Romagna a proposito delle passeggiate con i bambini, con l’obiettivo di togliere l’uso della mascherine da un percorso frammentario. Il nostro vuol essere uno stimolo a trovare un indirizzo unico per l’intero Paese» ha detto il presidente che tuttavia non si aspetta di arrivare alla firma dell’ordinanza nel breve periodo. «Intanto lanciamo un messaggio culturale, chiedendo ai cittadini di non abbassare la guardia su tutte sulle misure di contenimento, quindi anche rispetto alle protezioni per occhi e bocca, che ci accompagneranno con la ripartenza". 

Tamponi più veloci

A proposito del problema dei tamponi lamentato sia da chi è uscito dal 'percorso malati', sia da familiari e conviventi che hanno avuto sintomi e che sono prigionieri in casa in attesa del test, Ceriscioli ha detto che a breve sarà avviato un sistema che incrocerà il giorno della richiesta, la data in cui va eseguito il tampone e quando deve essere ripetuto. "E’ un monitoraggio che renderà il percorso molto più veloce, grazie al quale contiamo di effettuare un numero più alto di test – ha assicurato il presidente –. E’chiaro che la condizione fondamentale perché questo accada è che possiamo avere i reagenti, come era stato concordato con la casa produttrice. A chi ci accusa di aver avuto un atteggiamento passivo rispetto all’organizzazione della diagnostica, rispondo che abbiamo seguito in maniera rigorosa le regole dell’Oms e dell’Istituto superiore di sanità. Ma quando è arrivato il momento di spingere sui tamponi, la Roche ci ha lasciato a piedi"