Bologna, 16 ottobre 2018 - Per dirla in termini calcistici si gioca d’anticipo. Tre settimane al via della nuova campagna di vaccinazione antinfluenzale e in vista del d-day fissato per il 5 novembre la Regione Emilia Romagna ha già trasmesso a tutte le Aziende sanitarie del territorio le linee operative con una richiesta chiarissima: «E’ necessario migliorare l’offerta della vaccinazione» soprattutto per le categorie più esposte al rischio di complicazioni. La parola d’ordine dunque, ancora una volta, è vaccinarsi, soprattutto se si è anziani, affetti da una malattia cronica o appartenenti ad una delle altre categorie a rischio. Con una particolare, ulteriore, attenzione rivolta quest’anno alle donne incinte.

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I numeri del resto parlano chiaro, la Regione stima che lo scorso inverno si siano ammalate in Emilia Romagna circa 681mila persone, soprattutto bambini piccoli. Con costi sociali rilevanti. Ma se fino al 2009 le campagne antinfluenzali avevano dato «ottimi» risultati» quanto a persone vaccinate e a protezione della popolazione anziana (il record fu nel 2006 con una percentuale del 74.4%), nelle ultime «i risultati si sono rivelati molto inferiori all’atteso». La stagione 2017-2018 parla di 735.527 emiliano-romagnoli vaccinati (con una percentuale del 53,1% tra gli over 65). Limitata invece appare la copertura tra i 18 e i 64 anni per i malati cronici (sotto il 30%) anche se il loro numero è comunque in crescita (116.388 contro 114.687). Le Regione invita le Ausl quindi a proporre la vaccinazione alle persone a rischio «in maniera attiva e gratuita» e chiede «una miglior gestione dei vaccini».

Vaccino contro l’influenza (Foto Ansa)

Poi lancia un sos ai medici di base, in particolare chiedendo più ‘medici sentinella’, quei dottori cioè che sorvegliano la malattia e vigilano sulla sicurezza del vaccino. "Negli ultimi anni si registra un calo di attività sia a livello di segnalazione dei casi di influenza like illness sia soprattutto nella raccolta dei tamponi orofaringei». Alle Ausl la Regione chiede di «verificare la disponibilità dei propri medici sentinella a partecipare sia all’attività di segnalazione dei casi che alla sorveglianza virologica». 

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E infine batte sul tasto della necessità anche per i medici e il personale sanitario di vaccinarsi. Nell’ultima campagna si è raggiunta una copertura pari al 29,6% «valore decisamente migliore rispetto agli anni precedenti (nel 2014-15 fu appena del 13,4%)» ma «che dovrà essere consolidato e, se possibile, migliorato».