Screening per prevenire il tumore al colon retto in Emilia Romagna (Ravaglia)
Screening per prevenire il tumore al colon retto in Emilia Romagna (Ravaglia)

Bologna, 13 ottobre 2020 – Accompagnata dallo slogan ‘È semplice, gratuito e funziona’ riparte da domani, mercoledì 14 ottobre, la campagna informativa sullo screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del colon retto. A lanciarla, in occasione del mese della prevenzione, ottobre, è la Regione Emilia-Romagna.

Dal 2005, anno dell’attivazione in Emilia-Romagna, la diagnosi precoce ha permesso di identificare precocemente molti tumori - diminuiti infatti del 30% - ancora in fase iniziale e asintomatici, ma anche di rimuovere polipi intestinali a rischio di evoluzione. Tuttavia i benefici, in termini di salute guadagnata, possono ancora aumentare, se si considera che l’adesione all’invito si è attestata, nel 2019, sul 53%.

"Come Regione siamo impegnati da anni sul fronte degli screening - sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini -. Ma mentre l’attenzione per i tumori al seno è molto alta nella popolazione, che aderisce in percentuali elevatissime al programma, non così avviene per i tumori del colon retto. Dobbiamo quindi sensibilizzare le persone ancora di più, e aiutarle a raggiungere la stessa consapevolezza anche per questa patologia. Noi facciamo la nostra parte, a partire dal rilancio della campagna di informazione e sensibilizzazione. Ci auguriamo- conclude Donini- che sempre più cittadini rispondano all’invito".



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Il programma di screening regionale: come funziona

In Emilia-Romagna, ogni anno, circa 3.000 persone si ammalano di cancro al colon retto, il più diagnosticato negli uomini dopo quello alla prostata e al polmone, mentre per le donne è il secondo, dopo quello alla mammella. Tra le patologie tumorali rappresenta la seconda causa di morte più frequente dopo quello al polmone: per questo è fondamentale sottoporsi allo screening.

Il programma è iniziato nel 2005 su tutto il territorio regionale. Coinvolge oltre 1 milione e 200mila cittadini, cioè tutti quelli tra i 50 e i 69 anni, che vengono invitati ogni 2 anni a eseguire il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Nel caso di positività all’esame, lo screening prevede l’esecuzione di una colonscopia come esame di approfondimento che, oltre a essere un efficace in termini diagnostici, è anche uno strumento terapeutico: nel caso venga confermata la presenza di polipi, consente, infatti, di rimuoverli nel corso della stessa seduta, per poi analizzarli e proseguire nel percorso di cura.

Ogni anno, quindi, in Emilia-Romagna sono regolarmente convocate 600mila persone. E i dati dimostrano che il test funziona: dopo l’avvio dello screening, si è registrata una significativa diminuzione dei nuovi casi, con un effetto “protettivo”, per chi si sottopone al controllo, che si ripercuote anche nelle fasce di età successive.



Informazioni utili

Chi desidera avere altre informazioni può contattare il numero verde 800 033 033, oppure consultare il portale della sanità regionale nella sezione riservata agli screening oncologici (qui l'indirizzo), dove è possibile trovare i recapiti e l’e-mail del servizio screening della propria Azienda Usl.