Editoriale

Un quadro, la malizia, i pazzi

La malizia sta solo negli occhi di chi guarda. Michelangelo Buonarroti pronunciò questa parole più di 500 anni fa, ma sono parole che non tramontano mai. Parole fra l'altro tornate di moda nelle ultime settimane, quando attorno a una mostra in una chiesa di Carpi si è scatenato un mezzo inferno per un quadro che raffigura una persona chinata sul corpo di Cristo disteso a terra. L'inferno è diventato totale quando nei giorni scorsi un mister X non ancora identificato ha fatto la follia di aggredire l'artista e sfregiare la tela. Ma torniamo a quel quadro. Lo sguardo malizioso fa pensare a un qualcosa di proibito in atto; lo sguardo non malizioso osserva soltanto un'opera d'arte, che può piacere o meno. Il vescovo di Modena, Erio Castellucci, prelato di spicco a livello non solo emiliano, ha svelato al nostro Stefano Marchetti di essere stato informato dopo del contenuto della mostra, dopo appunto che erano scoppiate le polemiche. A quel punto si è informato, ha avuto da tutti rassicurazioni che non c'era nessun retro pensiero in quel quadro e ha deciso di non bloccare nulla. Resta la nostra di malizia: se non fosse stato un prete e un vescovo, ci vien da pensare che Castellucci se lo sarebbe mangiato chi ha avuto l'idea di far esporre quell'opera in una chiesa, proprio in una chiesa. Ma, appunto, siamo maliziosi. E forse è meglio non essere maliziosi visto che poi solo ad accennare discorsi simili entrano in campo dei pazzi scatenati che fanno quello che hanno fatto la settimana scorsa, cioè sfregiato la tela e ferito l'artista. E a proposito di artista, leggetevi la nostra intervista odierna con lui, realizzata da Maria Silvia Cabri. Andrea Saltini ci ha spiegato che quella posa era semplicemente un escamotage per coprire una nudità. Punto. E, visto com'è andata, finiamola davvero lì.