Fano (Pesaro e Urbino), 28 febbraio 2020 - “Una scia di fuoco dal cielo è precipitata in mare”. Questa la segnalazione pervenuta stamani, intorno alle 9,30, ai vigili del fuoco e alla Guardia costiera di Fano, da parte di una donna residente a Marotta, a qualche chilometro a Sud della città. I militari della Capitaneria di porto sono subito intervenuti, con una motovedetta, in quello specchio di mare, ma non hanno trovato nessuna traccia evidente del presunto meteorite (video) né di altri oggetti. Da quanto emerso, anche attraverso i messaggi sui social, il meteorite è stato avvistato lungo gran parte della costa Adriatica Nord, compresa la Croazia (video), e anche in Emilia Romagna e Umbria.

In realtà, il meteorite ha sorvolato la Corsica e il Tirreno, tagliando Toscana e Romagna, prima di passare sopra l’Adriatico e schiantarsi nei pressi del confine tra Croazia e Ungheria. Battezzato dall’Istituto nazionale di astrofisica “Bolide IT 20200228”, il suo percorso sulla superficie terrestre è stato ottenuto in base alle osservazioni visuali, nell’ambito del Progetto Prisma.

“Si tratta di un meteoroide roccioso – spiega Gian Franco Lollino, direttore dell’osservatorio astronomico Copernico, di Saludecio, nel Riminese - dell’ordine di un paio di metri di diametro, con una massa stimabile da 1800 a 7000 chili e una velocità dell’ordine di 15 chilometri al secondo. Viste le dimensioni, è molto probabile che qualche frammento sia arrivato al suolo, ma con le sole testimonianze visuali non è possibile per adesso individuare l’esatto punto di caduta che, probabilmente, si trova in prossimità della catena montuosa dei Balcani, nei pressi del confine tra Croazia e Ungheria. Serviranno altre stime strumentali, per individuare l'esatto punto di caduta di eventuali frammenti”.
 

Il meteorite sarebbe dunque caduto in un punto distante migliaia di chilometri dalla costa Adriatica, sebbene molti osservatori abbiano percepito la sua caduta vicina alle coste italiane: “La percezione prospettica in cielo – chiosa Lollino - può ingannare, a meno che non si veda cadere in acqua il meteorite, così da localizzarlo, ma le cose sono andate diversamente”.
 

Il meteorite è dunque precipitato, per fortuna, lontano dai centri abitati, ma se non fosse stato così si sarebbero registrati “danni alle cose, vetri sfondati, tetti rotti, fino al ferimento di persone, più o meno come una pioggia di grossi chicchi di grandine”, conclude il direttore dell’osservatorio Copernico.