Loretta Bravi
Loretta Bravi

Fermo, 15 febbraio 2019 - Dati incoraggianti per il mondo del lavoro nelle Marche, un po’ meno nel Fermano, unica tra le province marchigiane ad avere segno meno in alcune statistiche. A fornire i dati sul mercato del lavoro nel 2018 è la Regione tramite lo specifico osservatorio. A livello regionale nello scorso anno sono state 338.644 le assunzioni (lavoro dipendente e altri contratti), con un +4,5% rispetto all’anno precedente. Un aumento più timido lo fanno registrare i contratti di lavoro dipendente (+2,9%), più consistenti le altre tipologie (+11,9%). La migliore delle province è quella di Ascoli: le assunzioni sono cresciute del 13,9%. Positive anche le altre realtà territoriali, tranne il territorio del Fermano.

Nella nostra provincia, infatti, il saldo delle assunzioni tra il 2017 e il 2018 è negativo per 686 unità, il 2,1% in meno. Un dato, questo, in netta controtendenza rispetto al resto della regione. «Il Fermano è l’unica provincia con il segno meno – commenta l’assessore regionale alle politiche del lavoro, Loretta Bravi –. La causa principale è data dalle difficoltà che il settore calzaturiero incontra a livello internazionale». Un dato comune a tutta la regione, quello della crisi dell’export verso la Russia, che però a Fermo e provincia si sente di più, essendo il settore principale dell’economia di questo territorio.

L’allarme è stato lanciato anche dai sindacati, nei giorni scorsi. «Come facciamo a creare occasioni di lavoro in provincia se il lavoro non c’è?», aveva detto Alfonso Cifani della Cisl a proposito del reddito di cittadinanza. E in effetti, tornando ai dati regionali, i settori dove si assume di più sono l’agricoltura (+13,9%) e le costruzioni (+18%). Un dato quest’ultimo che probabilmente risente positivamente del processo di ricostruzione nelle aree del sisma. Proprio il terremoto, poi, sarebbe una delle cause delle difficoltà che vive anche il Fermano e, per i sindacati, la ricostruzione potrebbe essere un’occasione di rilancio per la provincia. A livello regionale crescono anche industria e terziario, in misura minore. E’ negativo in tutta la regione anche il saldo tra assunzioni e cessazioni. Segni meno ovunque: anche qui però Ascoli è la più virtuosa con un -16,0 % a fronte del forte calo (-113,8%) della provincia di Fermo. «Puntiamo tutto sulla formazione – chiude la Bravi –. Non dimentichiamo che un forte aiuto al Fermano potrà darlo anche l’area di crisi complessa».