Neppure il maltempo ha frenato la riapertura del cantiere ferroviario di via Bologna
Neppure il maltempo ha frenato la riapertura del cantiere ferroviario di via Bologna

Ferrara, 14 maggio 2015 - Eppur si muove. Non è la Terra, nell’accezione galileiana, ma il cantiere ferroviario di via Bologna. Dietro la recinzione aperta in più punti, tra i cespugli e le erbacce, si muovo gli operai in tuta arancione della ‘Baraldini Quirino Spa’. Da un furgone vengono scaricati pali di legno che serviranno a delimitare l’area di lavoro, mentre due ruspe già iniziano i primi scavi. Primissimi segnali, incoraggianti, di quello che diventerà ancor più visibile nei prossimi mesi: «Si inizia con il ripristino e la manutenzione dell’area di cantiere – spiega Isabella Malagutti, responsabile del progetto per conto di Fer –: tutto era di fatto abbandonato da anni, c’è bisogno di una sistemazione radicale». Sia nella zona tra via Bologna e via del Bove, e di qui fino alla Rivana, dove le prove dell’abbandono sono ancora più evidenti: solo per questa parte dell’intervento servirà oltre un milione di euro, «senza considerare le cifre ingenti che Fer ha già speso, in questi anni, per mettere in sicurezza il cantiere».

Dall’avvio sono dunque passati ormai due decenni, si sono infittite le proteste, anche il Comune ha premuto ripteturamente su Fer e Regione, è stato aggiornato anche il piano finanziario. E nel 2018 il nuovo appalto è stato affidato al gruppo milanese Salc: anche in questo caso, però, la partenza si è incagliata. Perché il progetto dell’impresa non era congruo con quello definitivo dei lavori. Non è dato sapere se sia intervenuto un esorcista, ieri tuttavia (dita incrociate perché comunque si trattava del giorno 13) le squadre dell’impresa di Mirandola sono entrate in azione. La ‘Baraldini Quirino’ ha spalle solide, ed esperienza speficica nel settore ferroviario: oltre alle grandi infrastrutture del nodo di Bologna, ha realizzato a Ferrara, anni fa, il sottopasso di via Sgarbata.

La pulizia e la predisposizione dell’area di cantiere (che da sola costerà oltre un milione di euro) durerà comunque tre mesi, perché il lungo abbandono ha favorito il degrado. Da settembre, conclude la Malagutti, «si entrerà nel vivo del progetto vero e proprio, e a quel punto scatteranno i tre anni previsti per il completamento dell’infrastruttura». Completamento, perciò, non prima della fine del 2022. Si tratta, a cifre aggiornate, del cantiere tra i più importanti della storia recente di Ferrara: 34 milioni di euro, secondo di fatto solo al recupero dell’ex palazzo degli Specchi. A proposito di incompiute che, finalmente, sembrano essere uscite dalle secche. Tra i primi a recarsi ieri mattina in cantiere, l’assessore ai Lavori Pubblici Aldo Modonesi: anche lui, forse, per assistere a un giorno in qualche modo storico.