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FERRARA
L’ACQUA è la materia della vita. Non esiste vita senz’acqua. Ma troppo spesso vi si presta attenzione solo quando il pozzo si prosciuga. Ecco perché risulta capitale oggigiorno il lavoro svolto da aziende come Echosid, una srl nata a Ferrara sul finire del 2001, che si propone come strumento duttile e completo per affrontare nella sua globalità il problema/risorsa acqua. Fabrizio Rubini, cofondatore e amministratore delegato di Echosid, illustra la storia, l’essenza e le realizzazioni della propria azienda.

Come è nata Echosid e, a distanza di 17 anni, cos’è oggi questa società?
«Echosid è nata dall’incontro di sette soci fondatori e delle professionalità di tre tecnici operanti da tempo. Io avevo 46 anni all’epoca e avevo appena perso il lavoro, evento che m’indusse a tentare la via dell’imprenditoria. Si tratta quindi di una società iniziata da sotto zero e poi cresciuta grazie ai buoni risultati ottenuti. Oggi Echosid opera a livello nazionale nel campo dell’impiantistica e nel settore del trattamento delle acque. Svolgiamo appalti che interessano soprattutto la potabilizzazione delle risorse idriche e la depurazione delle acque reflue. Da pochi anni, abbiamo inoltre cominciato a occuparci d’innovazione nel settore delle costruzioni edili».

Come s’inserisce il vostro lavoro nel mosaico delle attività correlate alla tematica globale d’importanza crescente che è la gestione delle acque?
«Il nostro è un settore dalle potenzialità enormi, ma ancora per certi versi inespresse o sottovalutate. L’acqua è un bene primario che non viene preso sul serio. Non abbastanza. È relativamente da poco che le risorse idriche del nostro Paese e del pianeta sono viste con occhi diversi, occhi più attenti. Noi siamo costruttori e il nostro lavoro è mirato a consentire il più possibile un utilizzo oculato e sapiente dell’acqua».

Quali sono gli investimenti e le realizzazioni recenti che traducono questo sforzo?
«Fra le realizzazioni più importanti di Echosid risaltano gli ampliamenti fatti per migliorare l’acquedotto pugliese, un territorio dove in estate l’allarme siccità è tutt’altro che trascurabile e avere un accesso costante e sicuro alla rete idrica è vitale. Tre sono i depuratori su cui siamo intervenuti, a Bisceglie, Turi e Porta Nova. Siamo presenti anche a Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia, e a Milano, dove svolgiamo manutenzioni di vario tipo in collaborazione a importanti partner commerciali come Metropolitana Milanese e il gruppo Cap. Gli investimenti pubblici a nostro sostegno ci sono e sono indispensabili per la realizzazione di quanto ho appena elencato, ma la loro rilevanza è inferiore all’effettiva necessità».

Come mai?
«La crisi economica del 2008 ha influito negativamente. Echosid ha subìto il contraccolpo in maniera meno evidente rispetto alle aziende di costruzione tradizionali, ma rimane il fatto che anche per noi abbia pregiudicato la crescita futura limitando gli investimenti».

Qualche dato per capire meglio?
«Echosid ha iniziato nel 2002 da un fatturato annuo di 250mila euro. Per il 2017 il rapporto non è stato ancora stilato, ma stimiamo che i numeri si aggirino sugli otto milioni. La crescita c’è stata, le cifre lo dicono. Ma i segnali che ci arrivano dal mercato e dai finanziamenti non sono incoraggianti per il futuro».

E senza poter contare su maggiori investimenti, quale potrebbe essere una soluzione?
«Cercare di estendere il proprio business è la migliore soluzione. Sicuramente a livello nazionale e magari anche verso l’estero. Stiamo già gettando un occhio con cautela oltre i confini, per sondare il terreno con finanziamenti limitati. Tutto passa dall’aumento di consapevolezza che senza acqua non c’è vita».