L’allarme dopo il nubifragio a Vicenza: "Servono anche qui casse d’espansione"

Forlì, Lauro Biondi, presidente della speciale commissione in Comune: "Vogliamo certezze". Lega e FdI: "Veneto meglio dell’Emilia-Romagna"

Forlì, 1 marzo 2024 – “Un grido d’allarme". Così il presidente della commissione consigliare d’indagine sull’alluvione Lauro Biondi definisce la sua lunga nota nella quale esamina l’andamento e la qualità dei lavori legati alla ricostruzione e avanza ipotesi sul futuro delle zone colpite. "Sono convinto che tutto ciò che si poteva e si doveva fare come commissione noi lo si sia fatto, muovendoci concretamente anche senza farlo apparire più di tanto – premette –. Ma siamo di fronte a una situazione che, come dimostrano le vicende alluvionali del Veneto e di Vicenza in particolare di questi giorni, non ci debbono e non ci possono lasciare tranquilli e indifferenti".

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Una veduta aerea di Vicenza: in queste ore molti hanno evidenziato il ruolo delle cosiddette ‘casse di laminazione’ (presenti comunque anche nel Forlivese), in cui le esondazioni si sono scaricate senza travolgere la città
Una veduta aerea di Vicenza: in queste ore molti hanno evidenziato il ruolo delle cosiddette ‘casse di laminazione’ (presenti comunque anche nel Forlivese), in cui le esondazioni si sono scaricate senza travolgere la città

Biondi, come fin dall’inizio del suo ruolo, torna a puntare il riflettore sulla prevenzione di future esondazioni: "Se sul territorio non si procede alla realizzazione immediata delle casse di espansione, non si potranno avere le condizioni per il governo idraulico nei nostri centri urbani. Sono quindi necessari, a questo proposito, progetti e investimenti da realizzarsi nel più breve tempo possibile, perché in qualsiasi momento potrebbe verificarsi una situazione come quella del maggio scorso e la mancata possibilità di un controllo delle acque rischierebbe di provocare gli stessi danni di nove mesi fa". E allora "a nulla sarebbero valsi gli sforzi sin qui compiuti se dovesse capitare un’altra volta quanto successo e si dovessero annullare i momenti di ripristino e di riordino che pure si sono fatti".

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Il presidente annuncia che presto si terrà una nuova riunione della Commissione consiliare d’indagine e studio sull’emergenza alluvione durante la quale si dovrà "descrivere quale sia realmente la situazione attuale di prospettiva" e "in questo senso mi auguro che la commissione vorrà far partire un messaggio di vera e propria preoccupazione e quindi di sollecitazione, alle istituzioni preposte a questo tipo di interventi, alla Regione Emilia-Romagna, ma anche al governo centrale". La nota dell’esponente di Forza Italia si conclude con un appello: "Abbiamo bisogno di avere certezze e di poterle trasmettere ai forlivesi".

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La situazione del Veneto provoca non solo riflessioni ma anche attacchi politici. "Il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e gli amministratori locali di sinistra prendano appunti e raccolgano l’insegnamento della Regione Veneto – scrive il deputato leghista Jacopo Morrone –. I 200 millimetri di pioggia caduti in poco tempo non hanno provocato la tragedia capitata in Romagna nel maggio 2023 perché le casse di laminazione, realizzate dalla Regione Veneto negli ultimi anni, hanno funzionato evitando un’alluvione epocale. Dal 2010 sono stati investiti 3,5 miliardi di euro con l’apertura di 2.527 cantieri solo negli ultimi tre anni".

Duro anche Luca Bartolini di Fratelli d’Italia: "Mai viste così tante risorse come quelle stanziate dal Governo Meloni per la difesa idraulica: attraverso il piano del commissario Figliuolo si metterà in sicurezza il territorio, rimediando almeno in parte a quello che la sinistra non ha fatto nei cinquant’anni che governa la Regione. L’importanza delle casse di espansione e di laminazione l’abbiamo vista nelle scorse ore in Veneto. Grazie a questi bacini le piene dei fiumi non hanno causato una tragedia come in Romagna".