Fabrizio Castellari, è secondo nella lista dei candidati del Pd
Fabrizio Castellari, è secondo nella lista dei candidati del Pd

Imola, 12 maggio 2018 - Fabrizio Castellari, secondo nella lista del Pd, con che spirito si candida al Consiglio comunale dopo essersi dichiarato disponibile, in autunno, a correre alle Primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra?

«Ricevere la proposta di far parte della lista è sempre un grandissimo onore. Avrei avuto mille ragioni anche per motivare un cortese passo di lato. E invece ancora una volta ho messo davanti la generosità, perché il passaggio è delicato. Questa è la mia indole, questo mi ha insegnato la passione politica. Imola viene prima di tutto».

In caso di vittoria del centrosinistra, aspira a un posto in Giunta?

«Ora bisogna concentrarsi per vincere le elezioni. Tutto il resto viene dopo e sono scelte che competono al sindaco».

Rispetto alle critiche avanzate nei mesi scorsi sulla gestione del partito a Imola, crede siano stati fatti passi in avanti?

«Non è questo il tempo delle critiche. Dopo le elezioni faremo ordinatamente le nostre riflessioni e il nostro congresso. Quanto allo stile con cui approcciare i cittadini, non ho cambiato idea, ma non è una critica, è un dato di fatto che riguarda ovunque il rapporto tra i cittadini e le istituzioni. Occorre colmare una distanza e questa è la ricetta: più umiltà, più ascolto, più dialogo, soprattutto di fronte ai problemi e alle questioni più difficili. Al bando ogni presunzione e ogni supponenza».

Su quali temi dovrà puntare il Pd per convincere gli elettori?

«Prima di tutto il lavoro e le imprese, perché alcune ferite degli anni più difficili sono ancora aperte. E una risposta ancora più forte verso le nuove fragilità sociali, che sono in crescita. Sulla sicurezza e il rispetto assoluto delle regole da parte di tutti, massima attenzione perché sono valori fondativi del centrosinistra. Sulle questioni ambientali i cittadini si aspettano un cambio di passo, anche nel rapporto con Hera».

Che possibilità ha, secondo lei, il Pd di vincere al primo turno?

«Ce la può fare. Ha messo in campo una bella squadra e oltre a noi sono in campo altre liste molto motivate. Avanti tutta e nessuna paura, nemmeno in caso di ballottaggio».

Nel caso in cui il Pd ci vada, al ballottaggio, teme che i voti del M5s, anche alla luce di quanto accade a livello nazionale, possano andare verso il centrodestra e viceversa?

«Non è affatto scontato. Credo che la scelta degli imolesi sarà matura e ben ponderata fin dal primo turno. Oltre al progetto, si sceglie in base alla competenza, all’esperienza e alle capacità dimostrate. Questo vale a maggior ragione in un eventuale ballottaggio ove la domanda vera diventa questa: a chi affideresti le chiavi della città? E lì contano ancora di più le persone e la loro storia, le loro competenze e la loro preparazione. E bisogna riflettere molto, perché una cosa è il cambiamento, che è nei progetti di tutti, altra cosa è ribaltare il tavolo. Una cosa sacrosanta è correggere quello che non va, altra cosa è strappare il libro della storia».