Gianni Tonelli
Gianni Tonelli

Imola, 6 gennaio 2019 - Si apre il primo anno ‘pieno’ da parlamentare per Gianni Tonelli. Eletto il 4 marzo dello scorso anno alla Camera, nelle file della Lega, il deputato imolese fa parte della maggioranza gialloverde che sostiene il governo di Giuseppe Conte. Rispetto al senatore Daniele Manca (Pd), che ha aspramente criticato gli effetti del decreto sicurezza e quelli della legge di bilancio, ha dunque una visione diametralmente opposta dei provvedimenti in questione. Due misure che, secondo Tonelli, a lungo segretario generale del Sindacato autonomo di polizia, porteranno benefici anche alla città.

Deputato Tonelli, l’approvazione della manovra ha scatenato le ire dell’opposizione, a cominciare dal centrosinistra.
«Se il Pd boccia la legge di bilancio, per noi è un conforto. Significa che questo Governo è sulla strada giusta. Il centrosinistra, nonostante la congiuntura economica favorevole, non è stato in grado di risollevare il Paese. Sono i medici che hanno condannato il paziente a non alzarsi più dal letto. Hanno sbagliato la cura. Noi invece abbiamo scelto un profilo diverso, più concreto. Questa è la manovra degli italiani, che riconosce sovranità al popolo. E che ha un’infinità di interventi a beneficio dei cittadini».

Ce ne dica qualcuno che abbia ricadute positive sul territorio.
«La legge Madia aveva pianificato il taglio di 45mila uomini nelle forze dell’ordine, mandando al collasso operativo il sistema e costringendo le varie forze di polizia a programmare la chiusura di un’infinità di uffici. Ora si cambia, con assunzioni di personale. E con un’inversione di tendenza chiara, per quanto riguarda le politiche sulla sicurezza. Peccato solo che non siamo arrivati prima, qualche anno fa. Si sarebbe potuta evitare la chiusura del posto di polizia in Pedagna. Ci sono fondi per la videosorveglianza, per riconoscere le indennità agli operatori e per le dotazioni. Anzi, spero che presto anche a Imola, nonostante non sia capoluogo di provincia e abbia meno dei 100mila abitanti previsti dalla normativa, si possa utilizzare il taser, la pistola elettrica».

A Imola, dove la Lega è all’opposizione del M5s, al contrario di altri suoi colleghi la sindaca Manuela Sangiorgi applicherà il decreto Salvini sulla sicurezza.
«Non poteva associarsi all’imbecillità generale degli amministratori disobbedienti. D’accordo le boutade, ma mi pare che tutti i costituzionalisti siano d’accordo sul fatto che non tocchi ai sindaci esprimersi sulla legittimità di un provvedimento. Quella del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e di altri suoi colleghi, è una visione totalmente priva di fondamento, oltre che illecita. Assurdo che abbiano queste priorità e non altri problemi sui quali concentrarsi. Così facendo, aumentano solo la popolarità di Matteo Salvini, mentre loro continuano a perdere ancora un po’ di quel consenso che hanno già abbondantemente lasciato per strada».

Da più parti, però, sono arrivate critiche. In molti sostengono che l’entrata in vigore della nuova legge crea maggiore clandestinità.
«Ma non è assolutamente vero: non ci saranno ripercussioni negative per le città. Anzi, l’aver bloccato gli sbarchi contribuirà a rimettere ordine all’interno dei territori dal punto di vista della sicurezza. E di quella, una città come Imola, non può certo fare a meno. E non mi si venga a parlare di solidarietà, che è un’altra cosa e in questo caso non c’entra nulla. Qui si tratta da un lato di tutelare i cittadini e dall’altro di non speculare sulle disgrazie dell’umanità. Il decreto sicurezza non è contro ma a favore dei sindaci, tutti i sindaci, perché dà loro la possibilità di salvaguardare il bene primario di ogni società, la sicurezza. Chi è contro questo decreto non lo ha letto oppure è in malafede».

Parliamo di elezioni. Quest’anno si vota in otto comuni del circondario imolese su dieci.
«E ci sono anche le elezioni europee e regionali. Cosa posso dire? Mi pare che il cielo sia molto sereno…».