Spostamenti da casa al posto di lavoro. No al trasporto pubblico, sì all’auto

Il 77% dei cittadini sceglie la macchina, un dato in linea con quello regionale

Spostamenti da casa al posto di lavoro. No al trasporto pubblico, sì all’auto

Spostamenti da casa al posto di lavoro. No al trasporto pubblico, sì all’auto

Lo sappiamo da tempo che i maceratesi sono un popolo di automobilisti: per gli spostamenti casa – lavoro, oltre i tre quarti usano l’auto, in linea con la tendenza regionale (77%), come emerge dai dati Istat 2023, elaborati dal centro studi della Cisl Marche. Un numero esorbitante rispetto alla media del Centro Italia (65%) e dell’Italia (67%). E questo spiega i dati inerenti a chi utilizza il trasporto pubblico locale: sommando treno, bus e pullman, le Marche sono al 3.8%, contro il 13.7 % del Centro Italia e l’11.4% dell’Italia. Non solo. La Regione ha reso noti i risultati di un monitoraggio del 2022 secondo il quale complessivamente le corse del Tpl sono 450: di queste la metà, 226, viaggiano quasi vuote, 135 piene al 50%, 48 viaggiano piene, e 41 quasi piene.

Sul ridotto uso dei mezzi pubblici pesa anche il fatto che il 31.3% delle corse parte in ritardo e il 47.1% arriva in ritardo, anche se la qualità è giudicata nel complesso soddisfacente. "Su questa situazione – evidenzia Marco Ferracuti, segretario regionale Cisl – incidono due fattori: il fatto che nelle Marche ci siano in prevalenza centri urbani di piccole e medie dimensioni e il fatto che la rete dei trasporti sia ancora tarata su percorsi vecchi di decenni, senza che sia mai cambiato nulla, senza che sia mai stato realizzato – ad esempio - un progetto per fare arrivare i bus nelle zone industriali, evitando la messa in moto e gli spostamenti inquinanti di centinaia di auto".

"La riduzione del numero di auto sulle nostre strade – prosegue Ferracuti – passa dal recupero di un Tpl funzionale ed efficace e da un cambio di mentalità dei nostri concittadini. Le politiche di mobility management e l’introduzione dei Pscl (Piano spostamento casa lavoro), accompagnate da una riforma del settore dei trasporti collettivi, e corse ad hoc, possono fare la differenza". Ma c’è un limite importante: "Il potenziamento del Tpl stride con le poche risorse messe a disposizione dal Fondo nazionale trasporti per le Marche, fanalino di coda in Italia. Rinnoviamo il nostro invito all’assessore regionale per iniziare il confronto quanto prima, anche in previsione della gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale nel 2026. È fondamentale affrontare questa partita con l’anticipo necessario per garantire un servizio efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini".