Roberto Cesati
Roberto Cesati

Sassuolo (Modena), 17 giugno 2019 - "E adesso come facciamo?". La domanda agitava, ieri a Sassuolo, il pomeriggio degli abituali compagni di pinnacolo al Bar Cristallo di Roberto Cesati. Che da oggi, neodirettore generale dei gialli, di tempo per le carte ne avrà pochissimo. "In realtà, di tempo per le carte ne ho sempre avuto poco, ma quando si può, una partita con gli amici di sempre si fa». E gli amici di sempre di Roberto Cesati sono quelli della Sassuolo che il dg dei ‘gialli’ sente sua a dispetto dei natali.

Perché è nato a Milano nel 1957, zona corso Buenos Aires, Cesati: padre milanese, mamma di San Michele, dove Cesati tornò nel 1959 per non muoversi più. O quasi. Perché in giro, c’è stato parecchio. Fino al 1988 per rincorrere la sua carriera da calciatore, da lì in poi per dare spessore al suo impegno di manager della Kerakoll, il cui patron, Romano Sghedoni, ne ha sposato la sorella. Lui, invece, si è sposato con Matilde nel 1978, ha due figli (Enrico e Riccardo) ed è nonno in felice attesa di un’altra nipotina: ha girato parecchio, dicevamo, si trattasse di rincorrere un pallone o una commessa per la Kerakoll, ma Sassuolo è sempre stata casa sua. Il ‘viale’, ovvero viale XX settembre, magari Pagliani, dove lo si incrocia qualche volta a fare colazione. E lo stadio Ricci, dove era assiduo nei giorni in cui lo stadio sassolese ospitava le finali Primavera. Studiava già da direttore, e oggi passa all’incasso complice un incarico non privo di responsabilità.

Nulla, tuttavia, che possa spaventare un uomo che a 14 anni lasciò Sassuolo e la San Francesco per cominciare una carriera da calciatore che lo ha portato ovunque. Subito all’Inter – tifa nerazzurro – con cui giocò in A a metà degli anni ’70 per due stagioni (12 presenze e 3 gol) poi a Piacenza, Pescara, Taranto, Barletta e Pistoia, fino a quei dilettanti con cui ha chiuso la carriera del calcio giocato. Stabilmente a Sassuolo da fine anni ’80, dopo aver smesso di giocare Cesati ha tagliato i ponti con il pallone dedicandosi all’azienda. Con digressione minima – in panchina – a metà degli anni Novanta, quando allenava un Sassuolo di serie D il cui presidente era Rudy Baldelli – che qualche anno dopo cederà il timone a Squinzi – e il cui mediano era Fabio Paratici, oggi dg della Juve. Oggi che anche Cesati è dg, magari farà una telefonata a Paratici per chiedergli consigli. E chissà se, nel frattempo, i suoi compagni del pinnacolo dovranno sostituirlo.

Lui ammette che una telefonata a Paratici (forse) la farà, ma rassicura gli amici del bar. «Conto di poter avere ancora una vita normale». Ma non banalissima, da qui in avanti, ovvero quella di un (altro) sassolese alla guida del Modena.