Alice Neri uccisa e bruciata, via al processo. La mamma: “Restituitemi mia figlia, dopo 14 mesi merita il funerale"

La 32enne massacrata nel 2022, i suoi resti sono ancora bloccati. Oggi parte il processo all’unico imputato. Il dolore della madre di lei: "È la prima volta che vedo quell’uomo in faccia. Spero che ora parli"

Modena, 7 febbraio 2024 – C’è attesa questa mattina per la prima udienza in Corte d’Assise a Modena del processo per l’omicidio di Alice Neri, la giovane mamma 32enne di Ravarino (Modena), il cui corpo carbonizzato è stato ritrovato il 18 novembre 2022 dentro la sua automobile data alle fiamme nelle campagne di Fossa di Concordia sulla Secchia.

Alice Neri, la 32enne trovata morta bruciata nella sua auto la notte del 18 novembre 2022 a Modena
Alice Neri, la 32enne trovata morta bruciata nella sua auto la notte del 18 novembre 2022 a Modena

Unico imputato è Mohamed Gaaloul che ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato, saltando pertanto l’udienza preliminare. Secondo gli inquirenti l’uomo ha avvicinato Alice allo Smart Caffè di Concordia alle 3.40 salendo a bordo della Ford Fiesta della ragazza; l’auto si è diretta nei pressi dell’argine di un canale dove è rimasta circa un’ora. Poi la destinazione finale in un luogo isolato nelle campagne di Fossa dove è stato rinvenuto il corpo. L’imputato avrebbe colpito la giovane con diversi colpi di un’arma bianca, poi rinchiuso il suo cadavere nel bagagliaio appiccando il fuoco tanto da distruggerne quasi completamente i resti. In aula, per la prima volta, sarà presente anche la mamma, Patrizia Montorsi, che urla giustizia, e che ancora non ha potuto dare una degna sepoltura a sua figlia, i cui resti, dopo oltre 14 mesi, sono ancora all’Istituto di Medicina legale di Milano.

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Mamma Patrizia, come si sente?

"Difficile descrivere come si sente una madre la cui figlia è stata uccisa. Sono una ‘condannata all’ergastolo’, vivo in un limbo e continuo ad aspettare che Alice torni. Me l’hanno uccisa due volte: quando le hanno tolto la vita e quando hanno bruciato il suo corpo. Non ho neanche potuto vederla un’ultima volta e ancora non ho potuto far celebrare il suo funerale: Alice è ancora a Milano (perché potrebbe essere disposta una nuova perizia sul suo corpo) e non so quando me la ridaranno. Dopo la terrò sempre con me: io e suo fratello Matteo (Marzoli, ndr ) abbiamo già scelto l’urna per lei, a forma di fiore, lei amava tanto i fiori. Così poi la terrò sempre vicina in casa, come avrebbe voluto lei".

Lei sarà in aula: una decisione importante e coraggiosa.

"È la prima volta che vado, ma sento che è doveroso verso Alice. Sarà un boccone molto amaro, non so cosa mi aspetta, finora ho evitato, ma adesso sento la necessità di andare. Per fortuna non sarò sola, con me ci saranno mio figlio Matteo che non mi abbandona mai, e il nostro avvocato Cosimo Zaccaria".

Dunque, è la prima volta che vedrà dal vivo Mohamed Gaaloul?

"Sì. Finora l’ho visto solo sui giornali o in televisione. Non so cosa proverò nel vederlo, perché al momento non provo nulla, sono distaccata dalla realtà e, da quando hanno ucciso Alice, tutto mi spaventa".

Cosa chiedete voi?

"Che sia fatta giustizia. Che altro ci rimane da chiedere dopo che ci hanno portato via Alice? Spero che l’imputato inizi a parlare, io voglio sapere, sono consapevole che la verità può fare molto male, ma è meglio che continuare a viaggiare con la mente. Voglio la verità e voglio che il corpo di mia figlia mi sia restituito il prima possibile per dare dignità anche a quel poco che è rimasto di lei".

Più volte ha detto che Alice non è stata rispettata neppure dopo la sua morte: cosa intende?

"Dopo che è stata uccisa hanno detto di tutto su mia figlia, che era una tossicodipendente, un’alcolizzata, pure che fosse incinta. Tutto per farla sembrare colpevole: non è stata rispettata come vittima, anzi più che il processo a chi l’ha uccisa, pare lo abbiano fatto alla sua vita privata, cercando di infangare la sua persona e il suo onore, quasi fosse stata colpa sua se è stata uccisa. Da subito Alice è stata giudicata non per la persona che è stata in 32 anni di vita ma per quelle sette ore passate in un bar. Si sono preoccupati più di fare un ritratto di lei che della sua morte. Fino a che punto io e il fratello di Alice dovremo sopportare ancora tutto questo? Io e mio figlio Matteo, invece, abbiamo piena fiducia nei carabinieri e nella procura che hanno inseguito per tutta Europa chi ha massacrato mia figlia. E ancora mi chiedete cosa dovrei pensare? Chiedo a ogni persona con il cuore di mettersi nei miei panni e di trarre le dovute conclusioni".