Alice Neri, l’urlo di Gaaloul al processo: “Non l’ho uccisa io e non sono fuggito”

Il tunisino unico imputato per l’omicidio della mamma di Ravarino. “Quando lei mi ha detto di scendere dall’auto sono sceso in mezzo alla campagna, quello che è successo dopo io non lo so”. Ancora niente via libera per il funerale

Modena, 21 febbraio 2024 – “Non sono colpevole, non c’entro niente con l’omicidio di Alice Neri. E non è vero che sono fuggito dall’Italia”: è il grido di Mohamed Gaaloul, il tunisino accusato dell’omicidio della giovane mamma di 32 anni uccisa nel novembre del 2022. In tribunale a Modena si celebra la seconda udienza del processo in cui il tunisino è l’unico imputato per omicidio volontario e distruzione di cadavere.

Mohamed Gaaloul a processo per l'omicidio di Alice Neri
Mohamed Gaaloul a processo per l'omicidio di Alice Neri

Oggi il presidente della corte dovrà esprimersi sulle eccezioni sollevate dalla difesa tra cui l’annullamento dell’interrogatorio.

Non è presente in aula la mamma della vittima, Patrizia Montorsi che attraverso il proprio legale Cosimo Zaccaria chiede giustizia per la figlia.

All’inizio dell’udienza il presidente della corte, Ester Russo, si è rivolta all’imputato, invitandolo nuovamente a raccontare la propria verità con spontanee dichiarazioni o attraverso un interrogatorio, avendo invocato “verità” davanti ai giornalisti. “Non c’è verità se l’imputato di un fatto così grave non espone le proprie verità”, ha spiegato il presidente.

Le dichiarazioni di Mohamed

"Io non sono scappato dall’Italia: avevo già programmato di andare via per cercare lavoro. Ho preso il treno da Milano con mia moglie. Avevo i miei documenti e sono stato controllato in frontiera”. A sorpresa l’imputato Gaaloul - mentre la presidente della corte annunciava il ritiro in camera di consiglio - si è alzato in piedi in aula chiedendo la parola.

"Sono andato via anche perché mia moglie a casa a Concordia era senza luce e senza riscaldamento - ha detto - .Ho risposto a tutte le telefonate che ho ricevuto. Quando lei (Alice) mi ha detto di scendere dall’auto sono sceso in mezzo alla campagna. Quello che è successo dopo io non lo so: non ho ucciso la signora Alice Neri. Lo ripeto, Non l’ho uccisa. Non avevo motivo di farlo e in questo processo lo dimostrerò. Sono disponibile a rispondere a tutte le domande che gli avvocati mi faranno all’interrogatorio”. La presidente della corte si è detta disponile a sentire l’imputato prima e non al termine dell’istruttoria.

Niente funerale per Alice

Nonostante siano trascorsi 15 mesi dall’omicidio della mamma di Ravarino, nella Bassa modenese, la corte da respinto la richiesta della madre e del marito a dare il via libera per il funerale. Almeno fino all'audizione dei consulenti tecnici, la salma deve restare a disposizione. 

L’auto manomessa

Intanto nella richiesta di ammissione testi da parte della difesa – a sorpresa – sono stati stralciati dalla lista due testimoni poiché risultano indagati. Si tratta di coloro che avevano in custodia la vettura della vittima in un deposito di Mirandola.

Sull’auto, infatti, erano emersi danneggiamenti e “manomissioni”: due cerchioni erano spariti. O meglio: quelli posteriori erano apparentemente stati sostituiti con altri.