Pesaro, 13 marzo 2019 - Scendono in piazza per ottenere «giustizia climatica». Chiedono a gran voce un maggiore impegno per avere aria più pulita, meno plastica nei nostri mari, un ambiente vivibile. Insomma, vogliono avere un futuro. Non ci tengono a essere spazzati via dagli stravolgimenti climatici che già stanno già flagellando la Terra. Per questo venerdì prossimo anche a Pesaro gli studenti delle scuole superiori parteciperanno al primo grande sciopero mondiale per il clima. Organizzato dal movimento di ragazzi 'Fridays for future', prendono i passi dalla piccola studentessa svedese Greta Thunberg, che dallo scorso agosto ogni venerdì manifesta davanti al Parlamento.

La sua determinazione l’ha portata a parlare davanti ai potenti della Terra alla conferenza sui cambiamenti climatici dell’Onu e al Forum economico mondiale di Davos, dove non le ha mandate a dire. Da allora, alla piccola Greta si sono uniti centinaia di migliaia di studenti, ed è cresciuto un movimento che pretende una politica climatica più seria e attenta contro il riscaldamento globale. Da novembre, decine di migliaia di ragazzi scendono in piazza in molte città del mondo, toccando numeri impressionanti: fino a 50mila in Inghilterra e in Germania, 35mila a Bruxelles, 20mila in Svizzera. Ma i numeri stanno crescendo esponenzialmente anche in Italia.

A Pearo. Venerdì i ragazzi si sono organizzati autonomamente per fare tre grandi cortei, che convergeranno in piazza del Popolo, dove manifesteranno in modo pacifico e originale. «Ci saranno tre gruppi che partiranno separatamente dal Campus, dall’Alberghiero e dall’Agrario – spiega Emily Bailetti, del liceo Mamiani, che ha coordinato l’evento -, ognuno raggiungerà a piedi la piazza e lì, alle 11, manifesteremo insieme. E’ un’iniziativa apartitica, gli unici protagonisti saremo noi ragazzi, per questo non potranno parlare né politici, né rappresentanti delle associazioni, né potrenno essere portati simboli o stendardi. Sarà un evento pacifico che ci vedrà tutti uniti contro l’immobilismo della classe politica di fronte all’emergenza climatica e ambientale».

«Scioperiamo per fare in modo che l’ambiente diventi un punto focale nei temi di discussione – afferma Rosita Montagna, anche lei del comitato organizzativo – perché questo coinvolge ogni persona, indipendentemente dall’età. Noi studenti esigiamo che diventi una priorità. Una delle immagini del nostro sciopero è un passeggino pieno di immondizia come simbolo della non-curanza degli adulti di oggi per i giovani e per il futuro di domani». «Ci definiscono la generazione del "tutto e subito" – gli fa eco Leonardo Del Ferro - ma l’unica cosa che davvero vorremmo subito è una maggior attenzione verso l’ambiente e maggior informazione! Alla domanda: ma c’è davvero bisogno di saltare la scuola? La risposta è: a cosa ci serve l’educazione se non avremo un futuro?».

Secondo gli studenti è dunque arrivato il momento di affrontare i cambiamenti climatici come una vera crisi. Gli scienziati la definiscono «la più grande minaccia nella storia umana» e i ragazzi non accettano di piegarsi a una vita di danni e devastazioni.