Alla faccia dei nuovi assunti. Nove su dieci sono precari. E il lavoro a chiamata dilaga

Nel 2023 sono stati 51.852 i contratti, in calo di quasi il 3 per cento rispetto al 2022. Ma il tempo indeterminato è una rarità. Rossini (Cgil): "E il problema non è solo per i giovani".

Alla faccia dei nuovi assunti. Nove su dieci sono precari. E il lavoro a chiamata dilaga

Alla faccia dei nuovi assunti. Nove su dieci sono precari. E il lavoro a chiamata dilaga

Nel 2023, nella nostra provincia, nove lavoratori su dieci sono stati assunti con un contratto di lavoro precario. Circa un lavoratore su cinque ha inoltre ottenuto solo un contratto di lavoro intermittente, il cosiddetto lavoro a chiamata, per cui la persona impiegata si mette a disposizione del proprio datore che lo può chiamare "all’occorrenza" (ovviamente nel rispetto del termine di preavviso). È questo il quadro che emerge dai dati forniti dall’Osservatorio Inps relativi all’andamento del mercato del lavoro nella provincia di Pesaro Urbino. Lo scorso anno, il numero delle assunzioni riscontrate nel nostro territorio è stato di 51.852, in calo rispetto del 2,9% rispetto al 2022, quando erano state 53.435, ma in aumento dal 3,3% rispetto al 2021 (anno in cui però sull’occupazione si sentivano ancora gli effetti della pandemia). Entrando nel dettaglio dei dati forniti dall’Inps, relativi alla tipologia contrattuale, salta subito all’occhio come sul totale, il numero di contratti a tempo indeterminato sottoscritti lo scorso anno siano stati soltanto 5.898. Nonostante il numero di assunzioni nella sua totalità diminuisca rispetto all’anno precedente, emerge invece come a salire siano i contratti stagionali (7.250) e quelli intermittenti. Il dato relativo a questi ultimi supera le 11.000 unità, che in percentuale sul totale delle assunzioni in provincia, è il dato peggiore riscontrato in tutte le Marche, una regione che già risulta essere la prima in Italia per la più alta incidenza dei contratti intermittenti (18,2% contro la media nazionale del 9,3%).

Seguendo la tendenza, scende a Pesaro Urbino anche il numero dei contratti a tempo determinato, con 19.214 contratti firmati nel 2023, ma scendono anche i contratti di apprendistato, che riguardano i lavoratori più giovani: lo scorso anno ne sono stati sottoscritti 2.690, mentre l’anno precedente erano stati 3.162. Segno che anche per i più giovani, diventa sempre più difficile trovare un’occupazione, per di più stabile.

"La situazione di precarietà ed instabilità si denota in maniera evidente – dice Roberto Rossini, segretario provinciale della Cgil –. Nel 2023, il 90% dei contratti riguarda lavori precari e tutto questo non incide soltanto su un settore ma tutto il tessuto produttivo. Purtroppo sono dati che coinvolgono tutte le fasce di popolazione, non solo i giovani, come qualcuno potrebbe pensare. La forma di contratto a tempo indeterminato fino a vent’anni fa era la predominante, ora invece sono le forme di lavoro precarie".

Rossini conclude: "Spesso si parla dell’impossibilità di trovare lavoratori, soprattutto nel settore turismo e spesso si dice che, contrariamente a qualche decennio fa, nessuno vuole spostarsi dalla propria città per lavorare. Ma con queste condizioni, chi potrebbe permettersi di pagarsi le trasferte o di prendere una casa in affitto?".