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16 apr 2022

Rapinarono rappresentante di gioielli: presi Sono tre campani, traditi dalle telecamere

Le immagini della loro fuga riprese dagli occhi digitali disseminati a Pesaro hanno permesso di identificarli. Il colpo un anno fa

Li hanno arrestati a Napoli. Arrivare ai loro nomi è stato difficile, trovarli molto più facile: erano già agli arresti domiciliari per altri fatti analoghi. Sono tre professionisti del settore rapine, tra i 40 e i 50 anni, tutti con una fedina piuttosto lunga e un’abilità non comune. Un anno fa, scipparono la borsa ad un rappresentante di preziosi di Perugia mentre stava salendo sulla sua auto parcheggiata in piazzale Carducci, di fronte al tribunale. Due malviventi in moto sbucarono dal nulla e in un attimo rapinarono il malcapitato, che si è ripreso dallo choc quando già erano lontani.

Le indagini condotte dalla squadra mobile di Pesaro, hanno portato all’arresto dei tre malviventi grazie alle telecamere sparse in molti punti di Pesaro. Queste hanno permesso di raccogliere indizi e particolari sulla moto e sulle auto usate dalla banda. Ieri, in conferenza stampa, la dirigente della squadra mobile Eleonora Cognigni ha spiegato come si è potuti identificarli partendo da pochi elementi visto che i malviventi hanno usato una moto con targa clonata ed indossavano caschi integrali. Le telecamere hanno permesso di riprenderli più volte in città, individuando anche un’auto d’appoggio presa a noleggio a Napoli e utilizzata dal terzo complice per far salire il passeggero della moto dopo il colpo, che fruttò 30mila euro di valore in gioielli.

I nomi degli arrestati non sono stati resi noti.

Nelle immagini si vede un complice, il cosiddetto , che aspetta l’uscita del rappresentante dal negozio di preziosi Semprucci in via Curiel. E’ seduto, forse fuma una sigaretta, sembra assorto su tutt’altro ma in realtà è lui che avviserà i complici in moto di tenersi pronti a colpire perché il bersaglio si è messo in moto. Così quando il malcapitato rappresentante perugino di 55 anni esce dal negozio per tornare alla macchina, il palo si mette alle sue spalle e col telefono segnala gli spostamenti in modo da poter individuare l’auto e il punto dove colpire. Arrivato all’angolo tra via Bramante e via Monti, il 55enne è stato avvicinato da due persone in moto col casco integrale che lo hanno spinto prendendogli la valigetta con i campionari di preziosi. Sono ripartiti con la stessa moto dalla targa clonata con le telecamere di piazzale Garibaldi che li hanno ripresi. Poi in un’altra immagine estrapolata dalle telecamere si vede un rapinatore solo in sella alla moto utilizzata per il colpo mentre il complice era salito sull’auto a noleggio guidata dal "palo" portando con sé la borsa col bottino.

Da quelle immagini, la squadra mobile di Pesaro ha ricostruito gli spostamenti del terzetto, scoprendo che la sera prima aveva dormito con documenti falsi a Bologna per poi arrivare in moto e auto a noleggio a Pesaro. "E’ stata un’indagine serrata che ha richiesto tempo, pazienza e professionalità ma che ci ha permesso a distanza di un anno esatto di assicurare alla giustizia i presunti responsabili di quel colpo".

ro.da.

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