Pesaro, martedì 11 giugno 2019 - Una giornata storica, ma anche un punto di partenza verso nuovi traguardi che proietteranno Pesaro, città della musica Unesco, verso nuovi traguardi internazionali. Taglio del nastro, oggi pomeriggio a palazzo Montani Antaldi, per il Museo nazionale Rossini, la struttura museale destinata ad essere la punta di diamante dei luoghi rossiniani della città insieme al Conservatorio e a Casa Rossini. Affollatissimo il vernissage aperto a tutta la cittadinanza, che ha avuto l’opportunità di visitare le 10 sale tematiche attraverso le quali si articola un percorso per far conoscere vita e opere del compositore. Prima tappa il salone degli Specchi, che ospita il pianoforte Pleyel appartenuto a Rossini, restaurato e perfettamente accordato, per tornare a suonare.

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«Se oggi inauguriamo un museo straordinario di livello internazionale – ha affermato il sindaco Matteo Ricci – è grazie al Rossini Opera Festival, che ha dato la consapevolezza del grande patrimonio rossiniano e che ha segnato lo sviluppo culturale della nostra città, e grazie alla ripartenza rappresentata dal riconoscimento mondiale di città della musica Unesco e alla legge speciale. E adesso guardiamo avanti, nei prossimi giorni dialogheremo con Urbino e con i sindaci del territorio per lanciare una nuova sfida, la candidatura di Pesaro-Urbino come città della cultura 2033».

Presente all’opening anche Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria e curatore della mostra Wall of Sound, la prima temporanea ospitata dalla nuova struttura nell’ottica di affiancare iniziative culturali all’esposizione permanente. In mostra, da oggi fino all’8 settembre, 53 immagini dei miti della musica, catturate dall’obiettivo di Guido Harari, il fotografo delle rockstar. Un contrasto tra antico e moderno, che viene attenuato dal genio, quello di Rossini, artista acclamato a livello internazionale dai suoi contemporanei.