Ceriscioli annuncia l’ospedale unico a Muraglia, con lui il sindaco Matteo Ricci leader dei sindaci che hanno definitivamente bruciato Fosso Sejore (Fotoprint)
Ceriscioli annuncia l’ospedale unico a Muraglia, con lui il sindaco Matteo Ricci leader dei sindaci che hanno definitivamente bruciato Fosso Sejore (Fotoprint)

Pesaro, 20 Novembre, 2016 - Il dato è tratto. Ceriscioli rompe subito gli indugi e indica in Muraglia «l’area individuata per il nuovo ospedale Marche Nord».

E’ una domenica di lavoro per il presidente regionale, impegnato a Macerata per il terremoto. Ceriscioli trova però il tempo per occuparsi del nosocomio unico della sua provincia.

«Il criterio dell’area pubblica è decisivo – dice secco il governatore –e per questo ringrazio i sindaci per il contributo dato al percorso per la costruzione dell’ospedale unico.

Esclusa Fosso Sejore, l’area individuata è Muraglia. Con questa scelta si riducono i tempi (non ci sarà bisogno di espropri), si procederà a costruire sul costruito, in una destinazione di uso urbanistico ospedaliera».

E ancora: «Muraglia è l’unico sito che ci permette di realizzare un ospedale completamente unico perché si integra con radioterapia realizzata recentemente. Per tutti questi motivi avviamo subito le procedure», conclude il presidente.

Nei fatti è proprio così, perché, oltre ad avere l’accordo del comune di Pesaro (con Matteo Ricci leader dietro le quinte del movimento dei sindaci che hanno votato nell’assemblea di area vasta per ‘demolire’ l’ipotesi Fosso Sejore), la Regione pare convinta di non avere bisogno di particolari intese con le amministrazioni locali: «Non c’è necessità di variante», afferma una nota.

Non solo si sottolinea che è in corso un «importante potenziamento dei collegamenti viari grazie alle opere compensative di autostrade: il casellino di Santa Veneranda e l’interquartieri prolungata fino all’area del nuovo ospedale con la circonvallazione di Muraglia».

Il prossimo passo sarà quello di bandire la gara di progettazione.

«La scelta di Muraglia, che si trova ai margini dell’area urbana di Pesaro, consente di allegerire i servizi sanitari prospettati sul San Salvatore e rafforza la previsione sul Santa Croce che resta ospedale.

In particolare il presidio fanese manterrà – afferma la nota del presidente Ceriscioli – il pronto soccorso, medicina d’urgenza e accettazione, l’osservazione breve, la diagnostica per immagini complessa e la diagnostica di laboratorio, centrale operativa dell’emergenza territoriale, una Potes e la centrale per i trasporti programmati, la lungodegenza post-acuzie, la riabilitazione intensiva, le attività ambulatoriali. Inoltre miglioreremo l’accessibilità ordinaria da sud, sul progetto interquartieri di Fano, visto che da nord è già ben servita».

Inoltre in merito alle ipotesi di una struttura ospedaleria privata «ad integrazione dei servizi sanitari della provincia, la collocazione ideale è nell’area di Fano», conclude Ceriscioli, che mette anche la parola fine sul dibattito politico.

«Finalmente si chiude un lunghissimo dibattito politico – chiosa Ceriscioli – e si parte con un grande investimento che offrirà ai cittadini una ‘casa’ sanitaria sicura, efficiente in un quadro di potenziamento dell’intera rete territoriale dei servizi».

Così è se vi pare!