NELLA sala riunioni non passa inosservato un calendario che indica i giorni festivi di tutti i Paesi nei quali Vetimec vanta clienti: così nella sede dell’azienda di Calderara ognuno sa che il 14 luglio non può esserci operatività con la Francia, oppure che il 27 agosto, nel Regno Unito, sarà tutto fermo. Sono i dettagli a fare la differenza: l’impresa cooperativa bolognese, che progetta e realizza stampi in acciaio, può essere considerata a tutti gli effetti specialista dei dettagli.

Anna Maria Finguerra, presidente di Vetimec, nel 2017 avete raddoppiato il fatturato del 2009: qual è il vostro segreto?

«Non c’è un segreto. C’è un gruppo di persone che lavora facendo tesoro degli insegnamenti di chi ha creato quest’azienda e di chi l’ha resa grande. È cambiato il mondo, dagli anni Sessanta a oggi, ed è cambiato anche il nostro prodotto. Dai primi modelli in legno siamo passati a stampi che sono vere sculture informatiche. La partnership con i nostri clienti è strettissima, con loro abbiamo un rapporto di reciproca fiducia: è questo il valore aggiunto».

Chi sono i vostri clienti?

«Gli stampi sono commissionati da grandi case automobilistiche e fonderie, per la produzione in serie di parti del motore e di elementi strutturali della carrozzeria. Il settore di riferimento è quello dell’automotive nel mondo, collaboriamo con grandi marchi come Bmw, Audi e Renault».

Come può un’azienda così in salute fare ancora meglio?

«Continuando a investire. Lo abbiamo fatto molto in macchinari e strutture negli ultimi anni, ora intendiamo farlo più in risorse umane».

In un settore ad alta specializzazione come il vostro, c’è difficoltà a reperire determinati profili?

«Un progetto di cui andiamo orgogliosi è ‘Vetimec Academy’, una scuola di formazione interna in cui la disponibilità e il know-how di alcuni ‘senior doc’ consentono di formare giovani che vengono successivamente inseriti in produzione, recuperando così la competenza antica a vantaggio delle nuove risorse».

La storia del gruppo è fatta anche di acquisizioni, da Veronesi Tibaldi a una porzione di Petroni...

«È vero. In quest’ultimo caso, ad esempio, abbiamo salvato posti di lavoro rilanciando il centro campionatura, rilevando e riammodernando la grande pressa provastampi. Se in precedenza il cliente portava via lo stampo per campionarlo nella propria sede, oggi offriamo la possibilità di campionare nello stesso stabilimento gli stampi prodotti con marchio Vetimec così come quelli prodotti da stampisti concorrenti sprovvisti delle strutture e competenze necessarie, sempre a vantaggio dei clienti».

E siete anche nell’edilizia con Iba.

«Il momento più duro per quel settore è forse alle spalle. Ma c’è ancora troppa burocrazia».

Lei è in Vetimec dal 2009, sotto la sua guida l’impresa cooperativa si è consacrata. Ha raggiunto tutti i suoi obiettivi?

«Non è stato semplice, all’inizio. Ciò che conta è che l’azienda sia sana, garantendo buona occupazione in un un ambiente di lavoro familiare. Da noi è così e quindi mi ritengo soddisfatta. Ovviamente l’auspicio è fare ancora meglio in futuro».