MARIATERESA MASTROMARINO
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Il patto tra storia e tecnologia AhRCOS e l’arte del restauro

L’azienda bolognese opera in tutta Europa. Il ceo Battaglia: "Così valorizziamo il patrimonio"

Il patto tra storia e tecnologia  AhRCOS e l’arte del restauro

Il patto tra storia e tecnologia AhRCOS e l’arte del restauro

Il nostro Paese ci ha lasciato in dono opere dai valori artistici inestimabili. A mantenere integra la loro storicità pensa AhRCOS, che si occupa di restauro del patrimonio architettonico e consolidamento per la sicurezza strutturale di immobili storici e civili. Lo spiega il ceo Alessandro Battaglia.

Gli elementi del vostro lavoro?

"Partiamo dalla diagnostica, con la ricerca storica dell’immobile. Per un’azienda improntata sul restauro di opere del passato, una cultura tecnologica in grado di accrescerne progressivamente l’orizzonte è il fulcro delle pratiche di ricerca e sviluppo. Il rapporto di ricerca con le Università porta ciò che nasce nel nostro laboratorio a poter essere utilizzato per migliorare e creare processi produttivi, brevettando diverse tecniche, con l’obiettivo di produrre sistemi rispondenti ai requisiti minimi obbligatori per le tecniche di restauro".

Cioè?

"È necessario che siano non invasivi, reversibili e non impattanti. Nei cantieri deve esserci certezza assoluta: nel nostro settore gli sbagli non sono permessi. Spesso si pensa che il consolidamento sia in contrapposizione con la tutela del patrimonio architettonico, ma non è così: manteniamo l’equilibrio tra restauro e consolidamento in un percorso progettuale, senza sacrificare la storicità del manufatto".

Che ruolo avete?

"L’azienda è un punto di riferimento in Italia e in Europa, dove lavoriamo sul consolidamento sismico di beni sottoposti a tutela. L’impresa si è specializzata nel consolidamento strutturale di edifici vincolati".

Quali sono gli incarichi ottenuti? "Da circa due anni lavoriamo all’interno del Colosseo. Stiamo eseguendo il restauro conservativo di Palazzo Dall’Armi Marescalchi, sede della Soprintendenza a Bologna; a San Lazzaro stiamo lavorando al plesso scolastico Campus KID. Ma abbiamo lavorato in altri cantieri importanti, come nel sito archeologico di Pompei. Nell’industria, siamo fornitori di Brembo Spa, con la mitigazione sismica dei siti produttivi".

E all’estero?

"Operiamo in Francia, Repubblica Ceca e in Polonia, con il restauro dell’ambasciata italiana a Varsavia e dell’ambasciata italiana a Praga, dove abbiamo completato il restauro della Chiesa dell’Assunzione della Vergine Maria. Il lavoro estero influisce sul fatturato, che, nel 2022, conta 15 milioni di euro. Per il 2023 la stima è tra i 19 e i 20 milioni".

Com’è il personale?

"Nel 2022 abbiamo assunto nuove risorse, e la quota rosa supera il 65%. I tecnici sono quasi tutti under 40, dato legato alle Università, perché le risorse arrivano neolaureate.