Mario Ravaglia, aveva 67 anni. Era un luminare della medicina d’urgenza
Mario Ravaglia, aveva 67 anni. Era un luminare della medicina d’urgenza

Ravenna, 18 ottobre 2019 - Mario Ravaglia , 67enne di Mezzano, medico in pensione dell’Ausl e negli ultimi anni di attività direttore del pronto soccorso di Lugo, è stato trovato ieri mattina senza vita nelle prealpi vicentine in prossimità del massiccio del Pasubio. Il ravennate risultava disperso da da mercoledì scorso, ovvero da quando verso le 17 i compagni di escursione avevano lanciato l’allarme dopo averlo perso di vista lungo la Strada delle Gallerie. A quel punto erano rientrati alle auto dove però il 67enne non c’era.

Partiti in mattinata da Bocchetta Campiglia, sella ai piedi del Pasubio, i sei amici, tra cui Ravaglia appunto, avevano iniziato a risalire l’itinerario. Arrivati all’altezza della 19esima galleria, si erano fermati a cercare gli occhiali che uno di loro aveva perso; secondo quanto finora ricostruito, Ravaglia aveva invece proseguito da solo. Raggiunto il rifugio Papa, dove c’era anche il gestore, e non avendolo trovato, i compagni avevano pensato che l’amico fosse già sceso e avevano imboccato la Strada degli Scarubbi verso valle.

Una volta giunti al parcheggio, avevano però constatato che l’uomo non c’era e che il suo cellulare era spento: l’ultimo contatto risaliva alle 12, quando l’escursionista era stato al telefono con la moglie, almeno finché non era caduta la linea. Le squadre a piedi avevano immediatamente perlustrato, e fino a notte fonda, la Strada delle Gallerie, almeno quattro volte. Stessa cosa, con i mezzi di soccorso, era stata fatta con la Strada degli Scarubbi. I vigili del fuoco avevano inoltre percorso la Strada degli Eroi.

Le ricerche sono quindi riprese attorno alle 6 quando l’elicottero del nucleo carabinieri di Belluno si è levato in volo per trasportare sulle creste sopra le gallerie, tre soccorritori poi sbarcati in hovering (cioè in ‘bilico’). Mentre le altre squadre si sono distribuite nei vari sentieri. L’epilogo delle ricerche è arrivato attorno alle 9 quando, all’uscita della 43esima galleria, sotto un salto di un paio di metri sono stati individuati due bastoncini e un orologio: a quel punto una squadra che stava seguendo un vecchissimo sentiero di guerra sotto i canali, ha individuato sulla verticale il corpo senza vita del 67enne, giunto sin su quel punto dopo un volo di 120 metri.

La salma , ricomposta e imbarellata, è stata sollevata per contrappeso di un centinaio di metri in un punto dove è stato possibile il recupero da parte dell’elicottero di Verona emergenza da cui è sbarcato sul posto il tecnico di elisoccorso prima del successivo avvicinamento ostacolato dalle nubi basse. Il corpo è stata quindi trasportato a Bocchetta Campiglia e affidata ai carabinieri e alla polizia mortuaria. Ora è a disposizione della magistratura. Non si esclude che l’uomo possa avere perso l’equilibrio a causa di un malore. Alle ricerche, hanno partecipato in tutto una trentina di soccorritori del soccorso alpino di Schio, Arsiero, Padova e Verona.