Reggio Emilia, 20 gennaio 2018 – Come le grandi squadre, capaci di controllare, smistare e vincere anche quando la gara sembra sfuggire di mano. Proprio come sottintende il termine squadra stesso. Firmeremmo, lasciatecelo dire, per vedere sempre in campo la Reggio in versione leonina che sbrana di grinta ed aggressività i lupi della Sidigas di Pino Sacripanti, al secondo stop questa settimana dopo la sconfitta interna europea contro lo Zielona Gora. Sul parquet i biancorossi mostrano una coralità mai vista prima in questa stagione, la chiave che permette a una squadra fino a stasera a due punti dall’ultimo posto di battere la capolista del campionato.

La partenza di Reggio è quella che si aspetta un PalaBigi in versione sesto uomo sin dalla palla a due come non lo si vedeva da tanto tempo. E la Grissin Bon, in effetti, un uomo nuovo in campo lo trova subito in Pedro Llompart, presente per la prima volta in campionato dal blitz esterno a Venezia…Il play maiorchino, appurata la sua dote in regia, decide di vestire i panni del connazionale Navarro con 2 triple consecutive in avvio, e Reggio, sfruttando le ali dell’entusiasmo di via Guasco, riesce ad arrivare di pura fame più volte al ferro.

Avellino, però, è brava ad affidarsi all’incontenibile totem Fesenko per rimanere a contatto (17-10). Con l’uscita di Llompart, l’attacco di Reggio cade in alcune forzature sanguinose con Markoishvili e Della Valle, permettendo ai lupi irpini di infilare un 11-2 di parziale concluso da due triple di Fitipaldo, lasciato libero da Mussini, per il 21-22 ospite nei secondi finali della prima frazione, prima che Wright si inventi una magia da otto metri sulla sirena.

Il trend negativo in cui è entrata la Grissin Bon offensivamente prosegue, con il capitano dell’Uruguay nuovamente a punire la difesa reggiana dall’arco. Per fermare l’oriundo, Menetti getta nella mischia lo specialista difensivo Federico Bonacini al posto di un Mussini in difficoltà negli accoppiamenti difensivi con la Sidigas. Un cambio che si rivelerà cruciale… L’elettricità e la posta in palio (salvezza per Reggio, primo posto da conservare per Avellino) regalano sprazzi di basket punto a punto (38-35 a 2 dall’intervallo) carichi di tensione e mordente, tanto che quando Menetti viene richiamato per proteste l’intero palazzo esplode in sua difesa, mentre White e Wright combinano per il 43-40 reggiano che porta Sacripanti al time out. L’ex Toronto, però, ci ha preso gusto e segna nuovamente sirena, questa volta assestando una bimane al canestro irpino su assist al bacio di Della Valle.

Con una schiacciata si era chiuso il primo tempo e con una schiacciata (Reynolds “posterizza” Fesenko) si apre la ripresa. Nei primi quattro minuti dopo la pausa, Avellino sembra essere rimasta nei sotterranei del Bigi a discapito di una Reggio aggressiva e soprattutto attenta in difesa a contenere le spallate di Fesenko, ancora di salvezza per Sacripanti dopo che Reggio, con una grande pressione, ha messo la museruola alle conclusioni offensive dei suoi.

E quando la squadra di Sacripanti si riporta a -1 (50-49), la Grissin Bon risponde subito con un parziale di 4-0. E se Avellino si riavvicina con le penetrazioni Rich? Nessun problema, Della Valle risponde con 5 punti consecutivi targati pura classe, che permettono ai biancorossi di concludere avanti 64-58 la terza frazione.

In avvio di quarto si vede una Grissin Bon macchina perfetta, quasi come un dipinto di Monet prestato al basket. Sì, perché Reggio è un orchestra di violini, dove nessuno elemento prevale sugli altri, in grado di neutralizzare completamente le energie di Avellino nell’ultimo quarto, e lo fa con un pressing asfissiante sulle linee di passaggio che costringe i lupi irpini a conclusioni forzate con pochi secondi a disposizione. E allora, se tutta la squadra si muove come un solo uomo, può capitare anche che Jalen Reynolds capitalizzi un insolito piazzato per il 71-60, prima di uscire per il quinto fallo…

L’uscita dell’uomo da Xavier, però, rimette in partita Avellino, che, senza la presenza intimidatoria del lungo biancorosso, infila un parziale di 11-2, riportandosi sotto di 3 (74-71) con una bomba di Rich, prima che un’invenzione sull’asse Wright-White e due liberi di Markoishvili firmino la nuova fuga di Reggio sul 77-71. Da qui, la lucida follia reggiana riappare… Reggio crede di averla già vinta, ma con una bomba e un gioco da quattro punti di Scrubb, a 17 secondi dalla fine, Avellino è sotto solo di 2 (83-81). La truppa di Menetti esce vincitrice dal valzer dei falli intenzionali in lunetta e il tiro di Rich per il pareggio si infrange sulla tabella. 89-86, e il Bigi può tirare un sospiro di sollievo enorme.

Grissin Bon Reggio Emilia – Sidigas Avellino 89-86

Parziali: 24-22, 47-42, 64-58.

Grissin Bon: Mussini, Bonacini, Wright 13 (5/7, 1/1), Candi 5 (2/3, 0/1), Della Valle 19 (5/11, 1/2), White 13 (2/2, 1/2), Reynolds 10 (5/6), Markoishvili 14 (4/7, 1/5), Cervi 4 (2/2), Llompart 11 (0/2, 2/3). All. Menetti

Avellino: Zerini, Wells 6 (3/7), Fitipaldo 11 (0/1, 3/4), Leunen 3 (0/1, 1/3), Scrubb 16 (3/6, 3/4), Filloy 6 (1/5, 1/4), D’Ercole, Rich 20 (7/17, 1/4), Fesenko 21 (9/14), N’Diaye 3 (0/1). Ne Esposito e Parlato. All. Sacripanti

Note: Tiri da 2 27/43 RE, 23/52 AV; tiri da 3 6/14 RE, 9/19 AV; tl 17/21 RE, 13/19 AV; rimbalzi 31 RE, 35 AV; assist 18 RE, 17 AV; palle recuperate 4 RE, 8 AV; palle perse 11 RE, 8 AV.