Reggio Emilia, 1 maggio 2021 - Un atto di amore, di fede. Rigorosamente color granata. Lo hanno esternato  circa 400 tifosi nei confronti della Reggiana, squadra che che non vince una partita da dieci giornate. Un tributo inimmaginabile in quasi tutte le piazze del football nostrano. 
E senza le problematiche legate al Covid (chi è rimasto a casa ha avuto tutte le sue buone ragioni) ad accogliere il pullman della squadra sarebbero stati molti di più. Del resto la partita di oggi con il Pordenone è da ’dentro o fuori’: o si vince oppure la Reggiana ha un piede e mezzo in Serie C. 

C’erano gli ultrà, ma anche intere famiglie, con i piccoli rigorosamente in maglia granata. E tutti con le mascherine, come da ’ordine’ impartito via megafono da uno dei ’capi’ della curva. 

Alle 12,29 il pulmann di Lillo Gaspari entra in viale Severino Taddei  e d’un colpo il mondo si colora di granata: si accendono decine di fumogeni, le sciarpe iniziano a piroettare all’impazzata. Il torpedone avanza a fatica, ma nel pullman non c’è la stessa carica di luglio, quando la squadra si apprestava a giocare (e a vincere) la finale  col Bari. 
 

Giocatori tutti seduti, quasi immobili, mentre i tifosi fuori cantano a squarciagola ’Non vi lasceremo mai’.  Nessuno risponde, nemmeno con un gesto. Neppure Alvini, che è sempre stato un trascinatore. Fissa negli occhi i tanti che gli gridano ’Dai!’, ’Forza!’ e sbattono la mano sulla fiancata del torpedone per rendere ancora più incisivo il messaggio. L’allenatore non alza neppure il braccio; annuisce col capo un paio di volte nei tre minuti che impiega la truppa per percorrere viale Taddei per poi immettersi in piazzale Azzurri d’Italia e sparire nel parcheggio dello stadio. 

Un atteggiamento che ha colpito diversi sostenitori, che avrebbero gradito  di vedere esternare un po’ di carica all’interno del pullman. La speranza è che il clima fosse solo di estrema concentrazione. La risposta alle 14 quando la Reggiana dovrà vincere a tutti i costi col Pordenone