Doppio appuntamento domani alle 10,30, nel salone delle mostre al Museo “Guareschi e Brescello”, in via Cavallotti, 24 a Brescello: sarà infatti inaugurata, con il “padrino” Enrico Beruschi, la mostra “120 meno 50 uguale 70”, che prende le mosse dal 2021: un anno di anniversari importanti ma, soprattutto, guareschiani...

Doppio appuntamento domani alle 10,30, nel salone delle mostre al Museo “Guareschi e Brescello”, in via Cavallotti, 24 a Brescello: sarà infatti inaugurata, con il “padrino” Enrico Beruschi, la mostra “120 meno 50 uguale 70”, che prende le mosse dal 2021: un anno di anniversari importanti ma, soprattutto, guareschiani o, meglio, “doncamilliani”,

Centoventi anni fa nasceva a Bologna Gino Cervi, il Peppone che abbiamo tutti nel cuore. Cinquant’anni fa moriva Fernandel, il don Camillo che nessuno potrà mai dimenticare. Ecco che i due anniversari, il secondo sottratto dal primo, danno la terza ricorrenza: i settant’anni dall’inizio delle riprese del primo film della serie. Inoltre sarà presentato il 20° volume della collana “Don Camillo a fumetti”, dal titolo “La banda”, con lo sceneggiatore Davide Barzi e il disegnatore Tommaso Arzeno. La mostra è organizzata dal “Gruppo amici di Giovannino Guareschi”, con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna e la collaborazione della Pro Loco di Brescello e della fondazione “Paese di Peppone e don Camillo”. Singolarità della mostra è l’immagine di Gino Cervi con talare e tricorno (foto), in atteggiamento tipicamente “doncamilliano”: l’attore bolognese, infatti, avrebbe dovuto interpretare il ruolo di don Camillo, dal momento che per interpretare il sindaco Peppone era stato scritturato lo stesso Guareschi. Fino al 25 luglio sarà visitabile la mostra, che racconta la storia dei film di “Don Camillo”, ma parla anche del territorio della Bassa e dei personaggi delle favole di Giovannino Guareschi, tirando in ballo anche don Matteo.