Matteo Voltolini, 23 anni, secondo portiere della Reggiana (Alive)
Matteo Voltolini, 23 anni, secondo portiere della Reggiana (Alive)

Reggio Emilia, 22 novembre 2019 - Il cerchio si stringe. Potrebbe infatti avere presto un nome e un cognome l’autore del video hot che ha messo nei guai Matteo Voltolini, il portiere della Reggiana sospeso dal club per una settimana. Le indagini si sarebbero concentrate, in particolare, su un sospettato: si tratterebbe di un giovane giocatore di pallacanestro, presente domenica sera nella nota discoteca reggiana. Il ragazzo, che non è un tesserato della Grissin Bon, avrebbe quindi estorto le immagini di sesso allungandosi sopra la paratia del bagno e poi le avrebbe condivise. Ipotesi ancora da confermare, ma che stanno prendendo quota.

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Nel frattempo la notizia sta diventando un caso nazionale e non solo. Ieri mattina Matteo Voltolini è infatti intervenuto nella trasmissione ‘La Zanzara’ di Giuseppe Cruciani su Radio 24. «Ti appoggio in pieno – ha esordito il conduttore – la sospensione mi sembra assurda…Tu devi essere difeso perché hanno diffuso un video che non volevi che fosse diffuso! Giusto?». Matteo Voltolini, che ha già parlato con i dirigenti della società e dalla settimana prossima tornerà regolarmente con il gruppo, ha ‘parato’ le polemiche: «Io credo di non aver fatto niente di male ma li capisco, è una cosa che fa clamore e abbiamo un regolamento interno da rispettare, allo stesso tempo però sono sereno perché avrò modo di spiegare tutto. Non sapevo che ci fosse qualcuno che mi stava riprendendo, ho denunciato il fatto».

Cruciani ha poi insistito: «Il video è arrivato pure a me, figurati…». «É arrivato un po’ a tutta Italia, ma la polizia si è già attivata e anche io ho fatto delle chiamate ad alcuni ragazzi che erano nel locale per capire chi sia stato, adesso vediamo cosa succede, non posso aggiungere altro…». Questa la risposta del 23enne reggiano che, sui rapporti con la ragazza ha precisato: «La frequento da parecchio tempo».

Staremo a vedere come andrà a finire, consapevoli che il colpevole potrebbe avere una pena esemplare. Visto che la legge definita «codice rosso» punisce «la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti» e in particolare «chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate». Per far scattare il reato basta quindi che l’autore compia consapevolmente una delle condotte elencate, a prescindere dal suo effettivo intento. La sanzione prevista per chi diffonde foto (o video) è la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro.