Il comandante della polizia municipale Stefano Poma (Foto Artioli)
Il comandante della polizia municipale Stefano Poma (Foto Artioli)

Reggio Emilia, 24 gennaio 2020 - Non tutti pagano le multe. Ogni anno nel nostro comune permane una quota di insolvenza (ovvero persone inadempienti) causata da negligenza o malafede di automobilisti sanzionati.

Per l’esattezza, nell’anno appena concluso sono state 131.822 le sanzioni emesse, di cui 90mila pagate. A questo totale sono però da escludere le multe notificate tra i mesi di novembre e dicembre, a causa della possibilità di liquidarle entro i canonici 60 giorni. La quota di insolvenza si aggira quindi intorno al 32%.

Stefano Poma – comandante della polizia municipale – ci rassicura però su questo dato: "Questo totale è assolutamente confortante, in quanto perfettamente in linea con il 2018, in cui le multe emesse sono state 73mila e quelle pagate 51mila. Quindi la quota si aggira costantemente intorno al 70% (nonostante i velox installati nel corso del 2019)".

L’ammontare degli importi notificati nel 2019 è stato di 9 milioni e 869mila euro, di cui incassati 5 milioni e 281mila. È importante fare chiarezza su un punto: quest’ultima cifra non corrisponde appieno al 70% dei verbali emessi e pagati per il semplice motivo che con la possibilità di pagare entro i cinque giorni, si può godere del 30% di sconto. Nel database della polizia viene però notificato l’importo totale e non quello scontato, non facendo così coincidere il totale accertato.

I ricorsi legalmente presentati dagli automobilisti riguardavano in passato prettamente il transito con rosso al semaforo. Ora, suggerisce Poma, sono prevalentemente di divieti di sosta e parcometri. Discorso a parte merita invece il ricorso per eccesso di velocità, in cui spesso gli automobilisti si appigliano a vuoti normativi che possono rendere annullabile l’atto. Ma anche questi ultimi, secondo il comandante, "nei prossimi anni saranno sempre di meno". "Vorrei insistere su quella che è la percentuale delle multe pagate entro i termini di legge – continua Poma – Questo 70% è un dato che fa invidia a molte regioni: esso fa luce sul senso civico dei cittadini reggiani, che nonostante le normali arrabbiature iniziali, si assumono le proprie responsabilità pagando le sanzioni che vengono notificate".

Ma a chi non paga, cosa succede? Anzitutto, la sanzione ‘va a ruolo’, ovvero raddoppia se non liquidata entro 60 giorni. Dopodiché si aggiunge un interesse di mora del 10% sul totale raddoppiato a cadenza semestrale. I ruoli rimangono attivi fino a quando la sanzione non viene pagata o decade.

Fino al fermo del veicolo, dice Poma, l’intervento dell’Agenzia delle entrate è sicuro, mentre per il pignoramento il caso dev’essere eclatante: "La maggior parte delle volte basta la comunicazione d’avviso per ‘svegliare’ chi non ha ancora pagato la sanzione, che si giustifica dicendo di non averla ricevuta o di essersi scordato. Stessa cosa per il fermo amministrativo, che rappresenta un deterrente grazie al quale in molti decidono di pagare".

Un caso particolare è rappresentato dalle sanzioni dovute al nuovo autovelox installato in via Teggi. Su 1 milione e 800mila euro incassati per eccesso di velocità, il 40% viene erogato alla provincia: la legge dice che il 50% degli incassi spetta all’ente proprietario della strada su cui avviene la sanzione, che in questo caso è la provincia, appunto. "E’ stata fatta una convenzione tra provincia e comune per cui la percentuale da emettere viene abbassata al 40% in quanto le spese di gestione sono comunali – continua il comandante – Inoltre, tutti i ricavi vengono utilizzati per il mantenimento del manto stradale".

Discorso a parte, infine, riguardo le sanzioni su targhe estere: nel 2019 sono state emesse 2mila multe di cui il 50% pagato entro i termini previsti dalla legge. Tra queste, più di mille sono già state trasmesse per il recupero delle somme all’estero, nei paesi di appartenenza delle automobili sanzionate. "Anche in questo caso le cose sono notevolmente migliorate – conclude Poma: anni fa la multa presa dallo straniero non veniva affatto pagata".