Traffico di cani, i cuccioli sequestrati
Traffico di cani, i cuccioli sequestrati

Correggio (Reggio Emilia), 16 luglio 2019 – Un nuovo traffico di cani (foto) importati illegalmente dall’Est Europa è stato scoperto dai carabinieri di Correggio, impegnati in un’indagine con i colleghi del nucleo forestale di Reggio. Un lavoro durato mesi, coordinato dalla Procura della Repubblica, che ha evidenziato l’attività di due donne, titolari di un allevamento di chihuahua della provincia di Brescia, accusate di aver messo in piedi un sistema che garantiva l’importazione degli animali i quali, dopo aver falsificato la documentazione ed aver apposto i microchip illecitamente detenuti, venivano rivenduti assicurando così ingenti guadagni.

Gli accertamenti dei carabinieri

Minuziosa anche la tecnica per l’importazione dei cani. Gli animali venivano portati in Italia e consegnati, dopo lunghi viaggi stipati in piccole scatole di cartone, all’allevamento in orari improbabili. In qualche caso erano le stesse donne che si recavano all’estero con due auto prese a noleggio per il viaggio di rientro, dopo aver prelevato gli animali in un’area di servizio autostradale, a debita distanza tra loro affinché l’auto davanti potesse segnalare a quella che la seguiva l’eventuale presenza di controlli da parte delle forze dell’ordine, in modo da fermarla o farle cambiare strada.

Venerdì scorso i militari dell'Arma hanno eseguito delle perquisizioni nell’allevamento nel Bresciano, ma anche in altri luoghi in disponibilità delle due indagate, a Luzzara, a Correggio, a Pavullo di Modena e Ponte San Marco Calcinato di Brescia. Accertamenti che hanno permesso di sequestrare 56 cani chihuahua, 150 pergamene pedigree di cui tre già abbinate a microchip non inoculato, numerose confezioni di farmaci ad uso ospedaliero, presidi medico-chirurgici, materiali per medicazione e materiale sanitario per la pulizia, passaporti rilasciati da autorità straniere a favore di cani non presenti nell’allevamento, libretti veterinari associati ad animali non presenti, libretti veterinari in bianco ed anche un blocco di carta intestata all’Ausl di Modena, che si sospetta venisse utilizzato per la falsificazione dei certificati. Le due donne sono state denunciate per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze, esercizio abusivo di una professione e frode nell’esercizio del commercio.