Reggio Emilia, 14 luglio 2018 - La scure dei tagli ai vitalizi colpisce anche gli ex deputati reggiani. Difficile avere cifre precise. Ma iniziano a circolare proiezioni e ipotesi. Alcuni, poi, lo dichiarano apertamente. Dal primo gennaio 2019 tutti i parlamentari che ricevono il tanto odiato vitalizio si ritroveranno con il portafoglio un po’ più leggero.

Nel dettaglio, la delibera prevede il ricalcolo secondo il metodo contributivo degli assegni vitalizi percepiti dagli ex deputati, usciti indenni dall’abolizione dei vitalizi emanata nel 2012. Tra i 1338 deputati «colpiti» tanti i nomi illustri della politica reggiana. Primo fra tutti Romano Prodi, ex primo ministro per ben due legislature ed ex deputato, si vedrà decurtare solo 865 euro dai precedenti 4.725 lordi percepiti fino ad ora con una diminuzione del 18,3%. Si aggiunge alla lista Pierluigi Castagnetti: per l’ex segretario del Ppi, a Montecitorio la prima volta nel 1987, l’assegno passerà da 8.640 a 3.976 euro lordi (-54%) rinunciando a ben 4664 euro.

E non finisce qui: nella sforbiciata finiscono anche Eletta Bertani, deputata per due legislature a cavallo tra gli anni 70 e 80, che dai poco più di 4700 euro si vedrà tagliare più della metà dell’assegno, rimanendo con quasi 1380 euro; Antonio Bernardi, dal 1979 al 1983 alla Camera, dovrà fare a meno di 1500 euro sui 3980 totali ridotti del 62%. Mentre per l’ex Psi Mauro Del Bue, che ha svolto tre legislature, si passerà dai 6.590 euro attuali ai 4.440 circa, con un taglio del 32%.

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Tagli consistenti dovrebbero subirli anche il socialista Giuseppe Amadei, ritiratosi a vita privata ormai dal 1992, ma che grazie alle sette legislature percepisce un vitalizio di 10.100 euro circa, che sarà tagliato del 18% e arriverà a 8.200. Molto alto (molto di più di quello di Amadei, per via dell’intricato calcolo di questa manovra, che deve ancora passare l’esame della Corte Costituzionale) è il taglio che subirà Elena Montecchi, entrata nell’86 alla Camera e rimasta per sei legislature: per lei -33%, su un totale di circa 10mila euro mensili.

Calcolatrice alla mano, e limitandosi a queste cifre conosciute, il risparmio annuale dello Stato sugli assegni percepiti da questi sei ex parlamentari ammonta a più di 14mila euro. E’ bene specificare che da qualche anno viene prelevato un contributo di solidarietà dai vitalizi, che varia a seconda dell’ammontare. E una curiosità è quella che riguarda i senatori, per ora non toccati dalla manovra. Alcuni parlamentari, come Franco Bonferroni o Alessandro Carri, dopo alcuni mandati alla Camera sono poi stati eletti al Senato e lì hanno finito la loro carriera. Così facendo il loro vitalizio non viene toccato, perché gestito, appunto, da Palazzo Madama.