L'ex  colonia fascista forlivese edificata nel 1930 su progetto del Fuzzi
L'ex colonia fascista forlivese edificata nel 1930 su progetto del Fuzzi

Rimini, 10 ottobre 2019 - Un weekend per svelare la bellezza 'nascosta' di gemme preziose davanti alle quali passiamo tutti i giorni. Sono i luoghi - spesso inaccessibili, abbandonati o poco valorizzati - che il Fai (Fondo Ambiente Italiano) si impegna a recuperare da un capo all’altro del paese, consentendo a cittadini e visitatori di guardarli con occhi nuovi e da punti di vista inediti.

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In occasione delle Giornate Fai d’autunno, in programma sabato 12 e domenica 13 ottobre, anche a Rimini – come in 260 città italiane – sarà possibile riscoprire alcuni «tesori nascosti» del patrimonio cittadino. Si tratta dell’ex colonia forlivese (oggi sede dell’Istituto Tecnico per il Turismo «Marco Polo») sul lungomare, e del Complesso di San Bernardino, nel centro storico. La loro apertura straordinaria farà immergere i visitatori in un’esperienza densa di rimandi non solo all’arte e all’architettura, ma anche alla più squisita quotidianità.

È il caso dell’ex colonia fascista forlivese, edificata nel 1930 su progetto del romagnolo Arnaldo Fuzzi, uno dei massimi esponenti dell’architettura razionalista del ventennio. Il fabbricato, caratterizzato da linee semplici e fattezze monumentali, si compone di tre sezioni, collegate tra loro da grandi vetrate. Addentrandosi nelle stradine del centro storico, invece, ci si imbatte nel complesso di San Bernardino, che comprende la chiesa in stile barocco, risalente al 1670, e l’adiacente convento, in parte ricostruito dopo la seconda guerra mondiale.

L’elemento caratterizzante della chiesa è la facciata rustica di mattoni alternati a spigolo, sulla quale trovano posto, in due nicchie, le statue settecentesche di San Bernardino e del Beato Giacomo della Marca. L’interno presenta sei altari laterali e custodisce, tra l’altro, un Crocifisso ligneo del XVIII-XIX secolo e un organo del Seicento, ritenuto tra i più antichi dell’intera regione. Sarà possibile visitare l’edificio sia nella mattinata, sia nel pomeriggio di domenica (ultimo ingresso alle ore 17).