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18 mag 2022

Accoltellato durante la lite: arrestato l’amico

Albanese di 19 anni aveva colpito con tre fendenti il coetaneo. Dopo l’aggressione si era nascosto da un connazionale nel Bolognese

18 mag 2022
I carabinieri impegnati nei rilievi in via Polazzi a Viserba, dove è avvenuto l’accoltellamento
I carabinieri impegnati nei rilievi in via Polazzi a Viserba, dove è avvenuto l’accoltellamento
I carabinieri impegnati nei rilievi in via Polazzi a Viserba, dove è avvenuto l’accoltellamento
I carabinieri impegnati nei rilievi in via Polazzi a Viserba, dove è avvenuto l’accoltellamento
I carabinieri impegnati nei rilievi in via Polazzi a Viserba, dove è avvenuto l’accoltellamento
I carabinieri impegnati nei rilievi in via Polazzi a Viserba, dove è avvenuto l’accoltellamento

Ha rischiato di morire, a causa di quelle coltellate. Eppure ci sono voluti parecchi giorni prima che il giovane gravemente ferito a Viserba, il 22 aprile scorso, si decidesse a confessare ai carabinieri che a colpirlo era stato un amico. Che ora si trova in carcere alla Dozza di Bologna, con l’accusa di tentato omicidio. Le manette sono scattate nei giorni scorsi. L’arrestato è un albanese di appena 19, coetaneo del ragazzo vittima dell’aggressione, anche lui albanese.

L’episodio era avvenuto intorno alle 18, seminando il terrore a Viserba. Alcuni testimoni avevano visto tre ragazzi discutere animatamente nel nuovo sottopasso. E dalla lite erano passati ai fatti: prima si erano presi a pugni, poi uno di loro si era fatto giustizia con un coltello. Il 19enne ferito, colpito da tre fendenti (uno all’addome, uno al braccio e un altro alla gamba) si era trascinato per alcuni metri per poi accasciarsi a terra, in un lago di sangue, di fronte alla vetrina di un negozio d tendaggi. Era stata proprio la titolare dell’attività a chiamare i soccorsi. Trasportato d’urgenza al ’Bufalini’ di Cesena, il giovane era stato ricoverato in terapia intensiva. Per fortuna le sue condizioni, che all’inizio erano apparse molto gravi ai sanitari, erano migliorate di ora in ora e già il giorno dopo l’albanese era fuori pericolo.

L’indagine dei carabinieri, coordinata dal pm Paolo Gengarelli, è partita dalle testimonianze di alcuni passanti e dal vaglio delle telecamere. Poi i militari sono andati a interrogare in ospedale il ferito. Sosteneva di non conoscere le persone che l’avevano aggredito. Una versione dei fatti a cui non hanno creduto. Durante l’indagine è venuto fuori emerso che l’aggressore e l’altro ragazzo che era con lui erano entrambi amici del 19enne. Sono tutti albanesi, e si trovavano a Rimini per motivi di lavoro. Dopo l’accoltellamento l’aggressore era ritornato a Monzuno, nel Bolognese, dove vive, sperando di far perdere le sue tracce. Grazie alle attività di indagine e alle telecamere i militari sono riusciti a identificarlo. E il ferito, messo alle strette, alla fine ha confessato tutto: quel giorno aveva litigato con i due amici per futili motivi, di fronte ai loro insulti aveva reagito prendendo a schiaffi uno dei due, che come una furia si era avventato su di lui e l’aveva accoltellato. Nella casa di un amico a Monzuno, dove l’aggressore si era nascosto, i carabinieri hanno trovato un coltello dalla lama di 8 centimetri, ritenuto l’arma usata per l’aggressione. L’albanese si trova da alcuni giorni in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato da futili motivi.

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